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marina di campo 

Il giardino dei Giusti messo in piedi dagli studenti della scuola media

Il giardino dei Giusti messo in piedi dagli studenti della scuola media

Ciascun alunno della 3ª A si è immedesimato nella storia di chi ha salvato molte vite sotto la persecuzione nazista

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CAMPO NELL’ELBA. Un giardino ritagliato nel cortile della scuola, 21 pietre di inciampo con un disegno, le iniziali di un nome e una data di nascita e di morte collocate sotto un albero di Carrubo appena piantato. Il confine di quel giardino, ieri mattina, erano 21 studenti della classe 3ªA della Giusti che hanno deciso di far nascere il giardino dei Giusti nella loro scuola. Sono stati i ragazzi a raccontare, una per una, le storie di alcuni di questi Giusti italiani che hanno contribuito a salvare molte vite innocenti dalla persecuzione nazista e che per tale ragione sono celebrati nel Giardino dei Giusti del Museo Yad Vashem di Gerusalemme. Ora anche il piccolo monumento ritagliato nel cortile della scuola entrerà a far parte della rete costruita in Italia e nel mondo per ricordare le storie di questi italiani che si sono distinti per il loro coraggio e per la loro umanità.

«Abbiamo scelto di costruire questo giardino per attualizzare il ricordo. I miei ragazzi hanno fatto un lavoro incredibile su ogni singola storia e l’hanno fatta propria – ha raccontato la prof Sabina Salari che ha guidato i ragazzi in questo progetto –. Sono stati incredibili nella precisione con la quale hanno fatto le ricerche ma soprattutto perché sono riusciti a creare un’empatia profonda con le vicende che hanno scelto di raccontare».

Anche il preside Davide Gambero ha sottolineato la grande umanità che ha caratterizzato il lavoro di tutta la classe ed ha spiegato che il progetto andrà avanti anche nei prossimi anni. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio dell’amministrazione comunale ed è stato il sindaco Davide Montauti durante la cerimonia a sottolineare il valore del lavoro fatto dalla scuola. «Sono orgoglioso di essere qui a inaugurare insieme al preside, agli insegnanti e ai ragazzi questo luogo simbolico. La vostra iniziativa regala a questa comunità una testimonianza di grande valore e questo giardino assume un senso simbolico ancore più grande perché realizzato dentro la scuola, costruito dai ragazzi». E sono stati loro, gli studenti della 3ª i protagonisti di questa giornata attraverso i loro racconti a volte interrotti dall’emozione e dalla commozione. Hanno interpretato in prima persona le storie dei Giusti ai quali hanno dato la voce come se fosse la loro autobiografia. Ecco che Asia è diventata Benedetto De Ben, Lucrezia ha interpretato Guido Morganti, Emma ha dato voce a Emilia Marinella Valori. Filippo è stato Carlo Tagliabue, Tommaso ha interpretato la storia di Gino Bartali, il campione di ciclismo che nascondeva i documenti nel manubrio e nel sellino della bicicletta per salvare gli ebrei dalle deportazioni. Alice ha raccontato il coraggio di Maria Agnese Tribbioli. Silvia ha dato voce a Giovanni Palatucci. Daniele è diventato Don Enzo Boni Baldoni, Leone ha raccontato le vicende di Francesco Tirelli. Zaccaria è stato Giorgio Perlasca.

Francesco ha dato voce ad Andrea Schivo. Usa ha ricordato la storia di Lorenzo Perrone. Martina, Alex e Viola hanno raccontato la storia di Giacomo Bassi, Giuseppe Castruccio e Calogero Marrone che hanno salvato decine di vite fornendo falsi documenti di cittadinanza. Marianna ha dato voce alla storia di Salvatore Corrias. Marco ha raccontato la storia del livornese Giovanni Gelati che salvò da morte certa i figli dell’amico Cesarino. Isabella, Melany e Vittorio hanno narrato le vicende di Giovanni Barbareschi, Amelia Cerruti e Don Eugenio Bucca. Fabio era Carlo Angela, il padre di Piero Angela, medico psichiatra che ha salvato decine di vite con certificati medici e malattie inventate. L’ultima pietra di inciampo, posta sotto l’albero del Giardino dei Giusti “del Giusti” l’ha deposta la professoressa Sabina Salari. E’ quella dedicata a Primo Levi. —

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