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Discariche abusive lungo i sentieri, già censiti sull’isola 100 punti critici
Il Cai elbano e le altre associazioni lavorano all’indagine: «Situazione preoccupante, l’Elba centrale è la parte più colpita»
PORTOFERRAIO. Oltre 100 discariche o comunque luoghi in cui degli incivili hanno abbandonato rifiuti di qualunque tipo, sono già state censite dalla sottosezione elbana del Cai (Club alpino italiano). Con l’associazione agiscono, per il medesimo scopo, pure Legambiente e Italia Nostra. Questa vergogna elbana è visibile in un sito internet, creato sempre dal volontario, incaricato di tale ricerca, dal Parco, da Esa e dalla Gat, Gestione associata del turismo, insieme al Comune di Portoferraio.
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Collegandosi ad https://www.alltrails.com/explore/map/gte-mappatura-discariche-abusive-417fbbf e registrandosi, è possibile scoprire ogni dettaglio dei luoghi del degrado lunfo i sentieri elbani, compiuti da sconosciuti che deturpano, inquinano, minacciano la natura e la salute umana, in una delle isole più belle del mondo. «Sì, è una situazione davvero preoccupante, è la zona centrale dello Scoglio la più colpita. Occorre risolvere con la volontà di tutti gli enti pubblici e privati dell'Elba - informa il vice presidente del Cai isolano Michele Cervellino, che lavora assieme a Legambiente e Italia Nostra Arcipelago a questa indagine - ci siamo riuniti per riuscire, con apposite strategie, nel tempo, a sanare tali assurde situazioni. Ho raccolto direttamente informazioni sui luoghi dell'abbandono, e così fanno le altre associazioni ambientaliste, anche quelle venatorie, ma ho attinto anche dalla stampa che dà spesso notizie in merito. Nel sito si possono vedere le varie postazioni finora censite e purtroppo sono più di 100, ma andando avanti nella ricerca il numero crescerà. Si tende a lasciare i rifiuti in zone verdi periferiche dei paesi, magari poco illuminate e accessibili facilmente».
Lo scempio attuato da persone che non hanno un minimo senso civico riguarda varie tipologie di abbandoni e l'esperto del Cai dice che prevalgono le discariche di inerti, con residui di lavori edili, poi quelle con materiale di scarto urbano di vario tipo, ma anche posti dove è stato lasciato, in mezzo alla macchia mediterranea, nei pressi degli innumerevoli sentieri, addirittura eternit e altri materiali speciali pericolosi per la salute dell'uomo e della natura. «Quest'ultima categoria è la più difficile da trattare perché occorrono interventi di specialisti e procedure specifiche per legge, per poter rimuovere quei materiali - commenta ancora Michele - e nella nostra stupenda isola sono state abbandonate addirittura, da anni, dei veicoli, fatti anche rotolare per dirupi. Occorre una mobilitazione con una grande volontà solidale da parte di tutti gli abitanti e delle forze sociali e istituzionali. Si deve eliminare questo fenomeno estremamente negativo per un'isola che vive di turismo da lustri».
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Dopo il completamento dell'indagine del Cai, dovranno entrare in gioco l'Esa e la Gat, che dovranno programmare e attuare specifiche azioni per liberare la natura da quei materiali, che non avrebbero mai dovuto essere smaltiti con tali metodi, essendo presente in tutta l'Elba la raccolta dei rifiuti, organizzata e gestita proprio da Esa, per conto dei vari comuni. Si pensa infine di attivare anche telecamere di sorveglianza, in determinate parti della macchia mediterranea e di potenziare la formazione ecologica nelle scuole isolane. —
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