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Dai giornalini aziendali ecco la memoria della città
Analisi su materiale d’archivio per dimostrare l’importanza di una struttura come luogo di aggregazione e socialità, bene pubblico da non demolire
PIOMBINO. Una ricerca sulla storia del “Circolino”, tra i giornalini aziendali e qualcosa come 150 fotografie dell’Archivio Lucchini. Questo ha fatto Loretta Mazzinghi socia del Nuovo Teatro dell’Aglio nel 2018. Indagine d’approfondimento legata alla proposta di riuso, ma anche «per portare a termine una relazione che possa mostrare l’importanza dell’ex Circolino. – ricorda il presidente dell’associazione Maurizio Canovaro –. Per verificare la possibilità di farlo diventare bene culturale pubblico, cosicché non sia demolito e in modo tale che si possano aprire nuove modalità di finanziamento, compreso ad esempio il crowdfunding».
Rivedere il lavoro di Mazzinghi è sfogliare pagine e pagine di ricordi piombinesi.
Il Circolino degli impiegati aperto nel 1953 con la sala riunioni e di ballo dove – si legge – “le signore indossano vestiti raffinati come testimoniano le rare foto dell’archivio Magnani sono l’esempio della gioia e della fiducia nella vita che caratterizza il periodo post bellino della ricostruzione”. «Poi gli anni Sessanta e Settanta – riprende Canovaro – quando le attività di tempo libero diventano sempre più numerose e di qualità. Circolino come punto centrale per la crescita e lo sviluppo della cultura: l’impegno a diffondere il gusto della musica classica, poi i concerti evento con grandi del jazz, i recital e importanti mostre d’arte. Per le stagioni teatrali vantarsi di poter offrire gli spettacoli “al prezzo del cinema”. Poi la decadenza degli anni Ottanta, i tentativi di cessione a privati e il definitivo abbandono dopo la privatizzazione della fabbrica inizio Novanta». Recupero difficile, ma davvero da tentare. –
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