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Tre milioni di euro spesi dai sette Comuni per arginare la crisi acuita dalla pandemia
Buoni spesa e contributi agli affitti le misure più utilizzate, Portoferraio guida la classifica con 850mila euro di aiuti
Stefano Bramanti
PORTOFERRAIO. Più di tre milioni di euro. Una cifra che rende l’idea degli sforzi economici messi in campo nel 2020 dai sette Comuni dell’isola per far fronte alla crisi in atto, acuita dall’esplosione della pandemia. Di tale cifra 521 mila euro hanno riguardato i buoni spesa alimentari per le 800 famiglie in difficoltà presenti su tutto il territorio elbano, per cui si può stimare che si vada intorno ai 2000 soggetti sostenuti direttamente dai contributi governativi, ma anche interventi delle casse comunali e con l’apporto di privati cittadini. Associazioni che hanno offerto denaro o materiale, per rinforzare le elargizioni pubbliche.
I numeri
Tra i sette comuni isolani impegnati nell’erogare contributi alle famiglie o ad applicare esenzioni o riduzioni di tasse alle attività, nel 2020, spiccano Portoferraio con 850 mila euro stanziati e poco più sotto, in una ipotetica classifica, c’è Campo nell’Elba dove il sindaco Montauti ha segnalato che sono stati 800 mila gli impegni finanziari messi a disposizione del territorio per la crisi in atto, nel periodo pandemico. A seguire abbiamo Capoliveri con un piano totale di 313 mila euro, ed anche 600 mila euro Walter Montagna ha fatto accantonare dal bilancio, per il corrente anno, per far fronte a nuove necessità per chi è in difficoltà. 300 mila euro stanziati da Porto Azzurro con la giunta Papi, che con vari consiglieri, assieme alle associazioni nel corso dello scorso anno, è stata favorito un impegno per produrre e distribuire migliaia di mascherine. Rio, il comune unificato, ha elargito 254 mila euro con interventi in collaborazione con la comunità dell’est dell’Elba. Infine i comuni del marcianese: quello montano retto da Barbi ha prodotto aiuti per 250 mila euro e Marciana Marina oltre 207 mila, attuati anche impegni per ridurre la Tari e la tassa su occupazione di suolo pubblico, principi applicati in tutti i comuni dell’isola.
La mobilitazione
Un bilancio totale frutto dell’indagine svolta dal Tirreno in queste settimane, esponendo Comune per Comune i dati forniti dai sindaci e dai vari uffici competenti.
Il quadro fa capire la portata dell’impegno necessario per tutte le istituzioni locali, quotidianamente chiamate a rispondere alle esigenze della popolazione. Anche le associazioni si sono mobilitate per far fronte a tanti tipi di bisogni di chi è in difficoltà, come disoccupati, anziani soli o malati. In questo settore notevole è stato l’impegno delle varie Pubbliche assistenze, Croce Rossa, Croce Verde, Misericordie, il Santissimo Sacramento e altre che sono presenti in ogni località isolana, nelle varie periferie dell’Elba.
Le associazioni si sono adoperate in più modi consegnando a chi ha bisogno mascherine di protezione, hanno poi accompagnato ammalati ai luoghi di cura, ed anche a fare la spesa. Capofila di azioni di solidarietà anche la cooperativa Unicoop Tirreno con l’iniziativa del “carrello sospeso” poi adottato anche in tutti gli altri supermercati isolani, e sono state raccolte tonnellate di alimenti e di beni di prima necessità. I vari volontari hanno consegnato poi alla Caritas, ad esempio alla parrocchia di San Giuseppe a Portoferraio, vestiario ed altro e così fa il gruppo “Associazione per l’Elba” e altri gruppi di volontari nelle periferie. Particolarmente significativa l’azione di quattro donne a Marciana Marina che per diversi mesi dello scorso anno sono riuscite a gestire un progetto di solidarietà mirato, sostenuto da alcuni enti privati, dalla gente, turisti compresi, e consegnavano al domicilio alimenti e altri beni a 20 famiglie.
Da citare è pure l’impegno dei ragazzi del Forum giovanile dell’Arcipelago toscano, che ha agito e opera ancora, con varie attività di sostegno a chi ha bisogno.
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