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Il Comitato contro Ferrari «Non rispetta le promesse»
Ma sulla discarica il sindaco si difende: «La priorità resta la tutela di ambiente e salute Il dialogo avviato con l’azienda ha lo scopo di dettare le nostre condizioni imprescindibili»
PIOMBINO. Dopo l’assemblea di lunedì, i dirigenti del Comitato salute pubblica hanno prodotto un documento sulla questione Rimateria molto duro col sindaco Francesco Ferrari, « sul silenzio sulla presunta trattativa. Nessun intervento e nessuna dichiarazione pubblica. E ci fa male leggere sul Tirreno che “verrà anche il tempo del dialogo con la città” quando di fatto la cittadinanza è stata tenuta all’oscuro di tutto».
Il Comitato spiega di aver incontrato lunedì con una propria delegazione il sindaco che ha parlato con loro di «un accordo – ci ha detto Ferrari – che prevederebbe 350.000 metri cubi, ma forse anche 500.000 se necessario, di rifiuti per la maggior parte speciali provenienti da fuori, in cambio di una disponibilità dell’azienda a rinunciare alla LI53 e a ripulirla dai cumuli. In pratica, oltre al riempimento del cono rovescio, che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno, ci attenderebbero forse altri 5/6 anni di disagi e di maleodoranze. In definitiva si concedono ancora certezze sui volumi di discarica, non adibiti ai soli rifiuti industriali siderurgici, bensì volumi di discarica anche per gli speciali, rinnegando quanto promesso in campagna elettorale, ma anche ignorando le prescrizioni della Regione e del Demanio. Il sindaco prova a “togliere le castagne dal fuoco” a Rimateria, a che gioco sta giocando signor sindaco? Non pensa di dover tenere fede alle promesse fatte alla cittadinanza?».
«Forse – prosegue il Comitato – pensa di raggiungere un compromesso, ma la città è stata chiara, non vuole altri rifiuti da fuori sul proprio territorio e non scende a compromessi. La nostra posizione è chiara: messa a norma della discarica e nessun altra concessione di volumi di rifiuti provenienti da fuori». Al sindaco comunque viene chiesto di «non firmare alcun accordo con i privati prima di aver sentito il parere della cittadinanza».
Tutto ciò mentre su Rimateria lo stesso Ferrari con una nota «vuole tranquillizzare tutti i concittadini: nessun passo indietro. È oggettivo – spiega – che a seguito dell’esito della conferenza dei servizi si sia aperto un nuovo capitolo della vicenda e per questo, insieme alla Regione, abbiamo avviato un dialogo con l’azienda allo scopo di dettare le nostre condizioni imprescindibili e avere le necessarie garanzie sulla messa in sicurezza del sito».
Ferrari dunque sostiene che «la nostra priorità continuerà a essere la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. C’è chi ha insinuato che il Comune avesse intenzione di rimettere in discussione tutti gli atti posti in essere finora, come la variante urbanistica e il riconoscimento di Colmata e Montegemoli come centri abitati: si tratta di mere costruzioni volte esclusivamente a screditare l’amministrazione. Tutte le azioni portate avanti finora, quegli atti necessari che nessuno prima aveva mai neanche pensato di produrre e di cui siamo orgogliosi, sono state utili a darci la possibilità di dettare le nostre condizioni». Ferrari spiega anche che «in questi giorni sono rimasto in silenzio ad ascoltare le tante voci che hanno approfittato di questo momento per uscire allo scoperto con asserzioni che hanno mostrato la loro vera posizione riguardo la vicenda Rimateria: persino un ex assessore (Riccardo Gelichi ndr) ha confessato che avrebbe proceduto con un accordo mesi fa, prima del voto sulla variante a cui si è volutamente sottratto, omettendo di dire, però, che in quel momento l’unico accordo possibile avrebbe svenduto la città per un milione e mezzo di metri cubi. Un’ulteriore conferma dell’impossibilità di continuare a condividere un percorso comune».
«Non conosco le intenzioni dei soci privati in merito al futuro di Rimateria – conclude il sindaco – e comprendo le preoccupazioni dei comitati e dei cittadini ma, su questo voglio essere chiaro, qualunque decisione saremo chiamati a prendere il nostro primo interlocutore sarà la città». —
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