Il Tirreno

La città delle associazioni

Canone demaniale, l’aumento rischia di cancellare le unità cinofile di salvataggio

Cecilia Cecchi
Canone demaniale, l’aumento rischia di cancellare le unità cinofile di salvataggio

Piombino, situazione aggravata dalla mancata sponda in Comune. Tagliaferri: «Coinvolti nel piano di salvamento Costa Est»

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PIOMBINO. L’aumento del canone demaniale già crea problemi a chi lavora ma mette proprio a rischio la sopravvivenza di associazioni di volontariato che con queste concessioni hanno a che fare. Situazione aggravata dall’impossibilità di trovare sponda in Comune.

C’è chi non si arrende. «La Saucs Costa Maremmana – spiega il presidente Edio Tagliaferri (Saucs unità cinofile di salvataggio) – proprio per poter far fronte a quelle che sono le competenze, a livello sociale e di protezione civile, ha da sette anni un tratto di spiaggia di circa 30 metri in concessione demaniale marittima in zona Mortelliccio. Questa concessione – aggiunge – consente di tenere addestrate le unità cinofile per i pattugliamenti estivi a livello di sorveglianza spiagge a tutela dei bagnanti. Pattugliamenti sempre a livello di volontariato o anche dietro richieste degli organi competenti. Il tratto di spiaggia viene usufruito pure per incontri con altre associazioni di volontariato che tutelano persone e bambini diversamente abili, per incontri con le scuole».

Ecco perché la Saucs Costa Maremmana è diventata una realtà conosciuta e apprezzata in tutta la Toscana.

«La nostra sopravvivenza ora è messa a dura prova – afferma – dato l’aumento a dismisura del canone demaniale, da 361 euro/anno è passato a 2.500 euro/anno con tutto quello che ne consegue, tassa regionale e fidejussione aumentati di conseguenza. La natura Onlus dell’associazione, quindi non a scopo di lucro, non ci consente di far fronte a simili costi, ma d’altro canto la concessione è di vitale importanza per perseguire i suoi scopi di volontariato di lavoro in acqua con unità cinofile».

Sino a questo momento? «Abbiamo coperto le spese – risponde il presidente Tagliaferri – con la quota d’iscrizione, siamo 25 cane conduttore, più l’aiuto di un paio di sponsor: una ditta di mangime per cani e un’altra per le attrezzature. Tutto per pagare la tariffa minima della concessione di 30 metri di spiaggia 361 euro al demanio, poi il 23% alla Regione, 80 euro e poi la fidejussione, una garanzia che vuole i Comune con Unipol assicurazione, altri 100 euro. Totale di circa 600».

«Quest’anno– sottolinea Tagliaferri – la quota minima diventa 2.500 euro per un totale di oltre 3mila euro. Sarebbe già importante poter arrivare a una rateizzazione, ma in Comune non siamo ancora riusciti a incontrare nessuno. Tra l’altro ci hanno pure già chiesto di partecipare al piano salvamento Costa Est 2021. Ci auguriamo – conferma – un aiuto da parte delle autorità locali per far fronte a tale spesa, l’associazione collaborerà con le sue unità cinofile brevettate al controllo spiagge del territorio comunale».

Unità cinofile, ricchezza gratuita valorizzata ovunque; da non perdere. –

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