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Sentiero della Via Crucis Italia Nostra boccia il progetto
L’associazione chiede al Comune di apportare una variante all’intervento che riqualificherà il percorso che porta al Santuario della Madonna del Monte
MARCIANA. Italia Nostra Arcipelago toscano interviene sul progetto di recupero della Via Crucis del santuario della Madonna del Monte e chiede che sia rivisto con un esperto della Soprintendenza archeologica.
Il progetto di cui parla l’associazione è stato deliberato dal Comune di Marciana a luglio del 2020 ed affida i lavori di recupero e valorizzazione del sentiero alla società Dream Italia di Stia.
«Il progetto – fanno presente da Italia Nostra – riguarda uno dei sentieri più conosciuti e prestigiosi dell’Elba, la Via Crucis con le interessanti cappelline lungo tutto il percorso come punto di sosta e di preghiera. Conduce al Santuario della Madonna del Monte, eletto “luogo del cuore Fai” nel 2010, celebrato in innumerevoli eventi e passato in televisione non più tardi di quindici giorni fa».
Ricordano dall’associazione che i principi informatori cui si ispira la sua attività sono improntati «sicuramente alla tutela del territorio e delle sue tradizioni artistiche, architettoniche ed ambientali», una tutela «che deve essere portata avanti con la consapevolezza che per salvaguardare bisogna manutenere, prevedere e non provvedere».
Italia Nostra ritiene che la transizione ecologica si deve perseguire coniugando protezione ambientale e sviluppo economico e quindi affidando lavori, con una progettazione sostenibile e rispettosa dei valori storici.
Rilevano invece che nella relazione di progetto è presente un’ampia trattazione sul vincolo idrogeologico, sul vicolo paesaggistico e sulle aree protette, ma non viene evidenziata l’importanza storica del sentiero. Si parla inoltre della flora e della fauna presenti sul sito e delle attenzioni che si debbano prevedere durante l’intervento a salvaguardia della natura e delle biodiversità ma «non viene per niente citato l’antico basolato che a tratti ancora è presente e che deve assolutamente essere ripristinato a regola d’arte».
L’obiettivo del progetto consiste per circa il 90% su taglio di piante, ripristino delle opere di regimazione, sostituzione dei vecchi arredi presenti lungo il tracciato e altre opere essenziali e necessarie per la manutenzione e la fruibilità del sito. La restante parte dell’intervento riguarda l’importante basolato a tratti ancora esistente. Si tratta della «sistemazione del fondo mediante ripristino del selciato in pietra nei tratti più disagiati e danneggiati – secondo quanto riportato nell’atto – Anche in questo caso si tratta di smontare il vecchio selciato recuperando le pietre e riposizionandole su un massetto in cls in cui verranno affondate fino a metà in modo da non avere il cemento a vista».
Punto su cui si incentra l’attenzione di Italia Nostra. «Confortati dalla notizia – affermano – che la Regione non ha finanziato l’opera, rivolgiamo una richiesta all’amministrazione comunale di Marciana perché utilizzi questo periodo di tempo che la separa dal reperimento di nuove risorse, per intervenire con una necessaria variante al progetto. La tutela di uno dei sentieri più importanti dal punto di vista storico della nostra isola ci impone di pretendere che si riveda il progetto laddove si è disposto, per la relativa sistemazione del selciato, un utilizzo a nostro avviso abnorme di calcestruzzo con la posa di un alto metraggio di rete elettrosaldata». Italia Nostra Arcipelago Toscano chiede, quindi, che il progetto sia rivisto sotto la guida di un esperto nominato dalla Soprintendenza Archeologia, alle belle arti e al paesaggio di Pisa e Livorno. —
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