Il Tirreno

le radici della Cmi 

Società di mutuo soccorso la prima traccia nel 1920

V.P.

1 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. La mutualità volontaria autogestita dai lavoratori ha una lunga storia. Inizialmente aveva lo scopo di corrispondere agli iscritti, in caso di malattia, un'indennità giornaliera. A Piombino la prima traccia di quella che poi sarebbe diventata la Cassa mutua integrativa, si ha con lo statuto della “Società di Mutuo Soccorso e ricreazione tra gli operai degli Alti Forni e Cantiere Navale di Piombino”, datato 1920. I primi articoli sanciscono “in nome dell’Umanità e del progresso” la costituzione “in fraterna ed apolitica associazione che ha per scopo il mutuo soccorso morale e materiale e la più intima cooperazione fra coloro che la compongono.” Poi, le prime trasformazioni durante e dopo il fascismo. Nel 1926 si passa alla “Società di Mutuo Soccorso fra il Personale dello Stabilimento Alti Forni e Acciaierie d’Italia”, con l’apertura agli impiegati. Le testimonianze si fermano al 1941 per poi ricomparire nel 1946 quando fu fondata la “Cassa Mutua Integrativa Aziendale”. Dal dopoguerra si diffondono enti nazionali obbligatori e di categoria, diversificati per livelli contributivi e assistenziali, lontani quindi dal concetto fondamentale di volontarietà delle adesioni e di integrazione espresso dalle società di mutuo soccorso. Ci si avviava lentamente verso l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale che nel 1978 sancì il diritto a prestazioni in condizioni di uguaglianza e di uniformità a tutti i cittadini. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web