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«Mazzata per i ristoratori la chiusura a San Valentino»

«Mazzata per i ristoratori la chiusura a San Valentino»

Il direttore provinciale  Peragnoli: «Non ha senso, visto che si sarebbe trattato di cene intime, mentre i danni per gli operatori sono ingenti»

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piombino. «È una decisione che condanna inutilmente ristoranti e pubblici esercizi al disastro economico». Confcommercio Provincia di Livorno per bocca del suo direttore Federico Peragnoli lancia il suo j’accuse alla politica per aver cancellato San Valentino: «Purtroppo è il solito ritornello che si ripete da un anno a questa parte. Si prendono decisioni sulla pelle degli operatori, senza una chiara visione delle conseguenze. Sono giorni che andiamo ripetendo al Governo e al presidente Giani di tener conto di San Valentino, una domenica particolare, che poteva essere una vera boccata d’ossigeno per molti ristoratori. Tantissime imprese hanno investito migliaia di euro nell’attesa delle ordinanze e nella speranza di una eccezione che non avrebbe pregiudicato l’efficacia delle misure di contenimento del virus».

Confcommercio ribadisce che la tutela della salute è certamente prioritaria «ma una cena di San Valentino è tradizionalmente prenotata in anticipo da coppie o congiunti, e non certo da tavolate di quasi estranei. Con l’ausilio di controlli nelle strade da parte delle forze dell’ordine – prosegue direttore Peragnoli – il rischio di assembramenti sarebbe stato praticamente nullo in questa occasione che celebra l’intimità, e non certo la folla».

Secondo Confcommercio «le ripercussioni economiche e sociali di questi automatismi stanno avendo conseguenze incalcolabili. Pensiamo che nel 2020 sono chiuse 300mila imprese e scomparsi altri 200mila tra autonomi e partite Iva, mentre il blocco dei licenziamenti ha evitato fino ad oggi la perdita di altri 600mila posti di lavoro. Sono numeri agghiaccianti, e pur non inclinando al catastrofismo, consapevoli che l’emergenza sanitaria è determinante, siamo convinti che questa politica abbia le sue gravissime responsabilità».

E in effetti la zona arancione per San Valentino appare una vera beffa nei confronti dei ristoratori. Molti di loro avevano fatto gli ordini per una giornata che doveva essere di festa. —

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