Il Tirreno

nel 1992 l’intuizione di lido pedroni 

Un’azienda con 64 dipendenti e un forte impulso all’indotto

Un’azienda con 64 dipendenti e un forte impulso all’indotto

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piombino. Agroittica Toscana è nata all’inizio degli anni Novanta in un’area dentro le acciaierie per la straordinaria intuizione di Lido Pedroni, leggendario console dei portuali scomparso nel 2007, che pensò a usare l’acqua di mare utilizzata nel raffreddamento degli impianti siderurgici per alimentare delle vasche in cui allevare il pesce.

L’idea piacque al cavalier Luigi Lucchini e nacque così l’Agrotittica. Da quell’idea iniziale l’azienda si è ingrandita anno dopo anno: l’assetto societario è rimasto lo stesso, con la maggioranza della famiglia Lucchini, e il resto al figlio di Lido, Claudio Pedroni, che è anche presidente di Agroittica. Due gli impianti, uno a terra e l’altro a mare.

Nell’azienda lavorano in modo diretto 64 persone, con punte superiori in estate, ma ovviamente c’è anche un indotto. In particolare, quello dei trasporti. Il pescato, dopo i controlli, viene subito incassettato e parte per i mercati generali di Roma, Genova Milano, e per supermercati in mezza Italia.

L’allevamento è di spigole e orate, e a terra è praticato su un’area di 13 ettari dove vengono pompati duemila litri d’acqua al secondo. Sono 25 le vasche dedicate all’ingrasso del prodotto e altrettante quelle finalizzate al preingrasso. Nell’avannotteria s’inizia con pesci di un grammo che al momento della pesca, dopo circa 14 mesi, arrivano a pezzature tra i 300 grammi e il chilo e mezzo. Si usa solo farina di pesce, niente Ogm, tutte le certificazioni immaginabili e il marchio che attesta chenon vengono usati antibiotici. L’impianto a mare è a quattro miglia da terra, nel golfo di Follonica, su un’area di un chilometro quadrato, con 44 enormi gabbie che scendono a 13 metri di profondità. Gli affari funzionano, all’Agroittica il fatturato annuo è di 12 milioni di euro. Ogni giorno per 5 giorni alla settimana vengono portate a terra sei tonnellate di spigole e orate, per una produzione annua di 3mila tonnellate. —

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