Meteo
«Caro sindaco, sulla cultura volete presentare uno straccio di progetto?»
Numerosi cittadini in questi giorni hanno scritto al sindaco per esprimere contrarietà ai suoi progetti per il Polo culturale. Fra questi molti dell’associazione A Sinistra che, alla risposta del sindaco, replicano nei seguenti termini.
Se, come lei dice, l’edificio di piazza Manzoni è un «contenitore, tanto enorme quanto vuoto», perché non metterci tutta la biblioteca Falesiana? Se mancano le risorse, perché spenderle per ristrutturare un piano in piazza Appiani dove ora è alloggiata provvisoriamente, quando questo è un edificio di proprietà di un altro ente, e dove non ci sono comunque tutti gli spazi necessari? Se mancano le risorse, perché prevedere di spenderle mantenendo indefinitamente il pagamento di un affitto per una biblioteca che può essere più semplicemente alloggiata in quel «contenitore tanto enorme quanto vuoto»?
Cosa intende quando dice che «all’interno di questo grande contenitore ci sarà anche spazio per la fruizione del patrimonio della biblioteca Falesiana: l’entità di questa presenza sarà dettata dalle risorse che riusciremo a reperire»? Dunque per voi il patrimonio cartaceo e tutti i contenuti culturali e informativi non sono la base della formazione dei cittadini ma una branca secondaria e un po’ obsoleta della cultura odierna, che può essere lasciata o meno in un angolo a seconda delle risorse. Ma avete un’idea di che cos’è una moderna biblioteca come quella concepita per il Polo culturale? Una parte di biblioteca qui e un’altra là? Avete o non avete un progetto? Le risorse si reperiscono sulla base della bontà di un progetto. Progetti costruiti su presunte disponibilità finanziarie riescono comunque pasticciati, sbagliati e nel tempo più costosi per una gestione non calibrata.
L’archivio industriale che fine farà? Rimarrà accatastato e non fruibile dov’è ora? Cosa vuol dire «una visione contemporanea della cultura, capace di catalizzare forze creative e incubare nuovi linguaggi»? Vi volete presentare con un’idea più precisa di quale funzioni debbano svolgersi per quella che chiamate «rivitalizzazione della vita culturale cittadina»?
Il Centro Giovani finora ha svolto una funzione culturale di tipo anche sociale, deve smettere di avere questa funzione? Per diventare cosa? Un centro culturale del genere da voi ipotizzato, al di là della fumosità dei concetti espressi, è qualcosa in più per una città che abbia già istituti culturali ben organizzati e che qui invece, allo stato attuale, mancano. Proprio per questo era stato concepito il Polo culturale con un progetto dettagliato che voi fate finta non esista.
Infine, come pensate di organizzare questo nuovo Polo quando non avete destinato nemmeno un dipendente comunale a occuparsi a tempo pieno della biblioteca e dell’archivio? Non bastano gli spazi e le idee, occorre anche personale e denaro per far funzionare questo tipo di strutture, oltre a quelli che occorrono per gli istituti già esistenti. Sono progetti che si possono permettere grandi e ricche città, qui occorre partire dalle basi.
Volete confrontarvi apertamente e in modo trasparente con la cittadinanza? Volete presentare uno straccio di programma su tutte le complesse funzioni e infrastrutture destinate alla cultura, biblioteca, Polo e Centro giovani? —
A Sinistra
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google