Il Tirreno

L’affetto ritrovato tra zia e nipote nella stanza degli abbracci

Claudia Guarino
L’affetto ritrovato tra zia e nipote nella stanza degli abbracci

Il primo incontro nello spazio allestito alla Rsa di San Rocco. Attraverso un telo i familiari possono toccare i loro cari 

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. L’ha guardata e subito il cuore ha iniziato a batterle forte. Poi ha fatto qualche passo verso di lei, le ha preso le mani tra le sue e le ha parlato: «Zia Franca, zia Franca, sono io». Lei ha aperto gli occhi e ha baciato quelle mani che significano casa. Ieri la residenza sanitaria assistenziale piombinese di San Rocco, gestita dalla cooperativa sociale Cuore liburnia, ha inaugurato la sua stanza degli abbracci.

Due porte e un telo di plastica che, proteggendo tutti, fa riavvicinare parenti e assistiti. La prima ad aver varcato quella porta, poco dopo le 10,30, è stata Manuela Biondi. «Per me si è trattata di un’emozione indescrivibile – racconta la donna –. Sono molto legata alla zia, è come se fosse l’ultimo baluardo della mia famiglia. E mi mancava tanto il contatto con lei».

La stanza degli abbracci, a cui ha lavorato anche la Società della salute Valli Etrusche, si trova sul retro della residenza. «Abbiamo creato una sorta di rientranza che dall’uscita di sicurezza porta verso la struttura – spiega la direttrice della Rsa di San Rocco, la dottoressa Matilde Pinto –. E abbiamo montato un’intelaiatura di plastica. Così, attraverso il telone, i familiari possono toccare i loro cari che sono ospiti qui».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.39880644:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39880644:1652949098/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ogni visita dura circa un quarto d’ora. Poi il personale deve sanificare tutto e preparare la stanza degli abbracci per il successivo ingresso. «Oggi (ieri ndr) ci sono state due visite – dice Pinto –. Una di mattina e una di pomeriggio. Ma tanti parenti hanno già prenotato il loro incontro, perciò abbiamo già un calendario per i prossimi giorni».

Attualmente nella residenza sanitaria sono assistite 38 persone e domani ci saranno due nuovi ingressi. Tra gli ospiti c’è anche la signora Franca. E la nipote Manuela Biondi dice di aver già preso un altro appuntamento per poterla vedere di nuovo lunedì prossimo. Intanto racconta la giornata di ieri. E nel farlo stenta a trattenere le lacrime. Perché poter abbracciare sua zia dopo mesi le ha toccato il cuore.

«Quando sono arrivata, zia Franca aveva gli occhi chiusi – racconta Biondi –. Poi l’ho chiamata e le ho accarezzato mani e volto. Lei mi ha dato tanti baci». Biondi dice che è stato un contatto meraviglioso. Pochi minuti bastano per vivere un’emozione unica. Del resto, non vedeva sua zia 75enne da settembre. E da quando è iniziata la pandemia non ha più avuto la possibilità di abbracciarla.

«Prima la andavo a trovare una volta alla settimana – prosegue Biondi –. E adesso, se sarà possibile compatibilmente con gli altri appuntamenti della struttura, tornerò a vederla anche due volte a settimana. Per me questa stanza degli abbracci è qualcosa di incredibile. Hanno avuto un’idea bellissima. Certo, abbracciare mia zia senza plastica sarebbe un’altra cosa, ma non posso. Quindi sono felicissima di poter avere questa opportunità».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.39880643:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39880643:1652949098/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Lo stato d’animo di Manuela Biondi è condiviso anche dagli operatori della residenza sanitaria che hanno assistito all’incontro. «Durante la prima visita di stamattina (ieri mattina ndr) la signora Franca ha portato subito le mani della parente al volto e le ha baciate – racconta la direttrice Pinto –. Devo dire che è stato davvero molto emozionante».

Oggi è tempo della seconda giornata di visite attraverso la protezione plastificata. Per fare sentire gli ospiti meno soli, grazie al caldo abbraccio di una persona amata. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino