Italia
A Baratti regna il “deserto” Bar e ristoranti tutti chiusi
Lamentele dei visitatori di Populonia che non trovano neanche un punto di ristoro I titolari delle strutture: «Non possiamo restare aperti per fare cinque caffè»
Claudia Guarino
piombino. Quando l’autunno si fa inoltrato, le strade cominciano a svuotarsi. E il vociare dei bagnanti lascia spazio ai colori pastello di una natura solitaria. D’inverno poi, Baratti è sempre stato un gioiello silenzioso. Anche senza Covid. «Ma perché qui è tutto chiuso? », si domandano i turisti per le stradine di Populonia. «Avremmo voluto fermarci a pranzo – dice Paolo Caleri, uno dei visitatori del museo in zona gialla – Ma non c’è niente di aperto. Andremo verso Piombino». Già, perché a Baratti è tutto chiuso? Il Tirreno ha posto la domanda direttamente ai ristoratori del golfo. E la risposta è quasi sempre la stessa. «Aprire il locale d’inverno, magari per fare solo pochi coperti, è troppo dispendioso. A maggior ragione quest’anno, con il Covid che rende difficile la pianificazione». E per tutti c’è un auspicio: aprire a marzo. Il viaggio tra i ristoratori di Baratti inizia da Demos, primo locale che si incontra. «Gli anni passati d’inverno il sabato e la domenica stavamo aperti – spiega uno dei titolari, Tommaso Camerini –. E se questa volta non lo facciamo è solo a causa del Covid. Mettiamo che compriamo la merce e ci prepariamo per il fine settimana. Poi magari la Toscana diventa zona rossa e dobbiamo gettare via tutto. In queste condizioni è impossibile pianificare». Poi c’è la questione delle presenze. «Non riusciamo a sostenere economicamente l’apertura del ristorante per poche persone». Camerini spera di riuscire a ripartire a marzo. E questa è anche l’idea di Riccardo Dondini, che gestisce il bar e ristorante La Perla, a due passi da Demos. «Sì, è vero. A Baratti è tutto chiuso – dice – Anche perché non posso tenere aperto il locale per cinque caffè. Noi siamo sempre chiusi d’inverno e ora speriamo che ci siano le condizioni di riaprire per Pasqua».
Lasciati alle spalle i due ristoranti, percorrendo il pratone e inoltrandosi nella pineta, dopo poco si arriva alla Baracchina. «Ora siamo chiusi e l’intenzione è aprire verso marzo, sempre che col Covid sia possibile – spiega il titolare, Bernardo Balducci – Negli anni ho cercato di lasciare aperto il locale anche oltre stagione, principalmente nel fine settimana, per offrire un servizio. Poi ho dovuto rallentare per motivi personali, ma ho sempre cercato di fare il meglio nei limiti del possibile. Quest’inverno è complicato. Ma stiamo lavorando per ripartire». Anche La Pergola è chiusa. «Pure volendo non potremmo aprire – dice il titolare, Sergio Busdraghi –. Stanno facendo dei lavori di ristrutturazione sull’immobile. È per questo motivo che La Pergola è chiusa da settembre e riaprirà non appena i cantieri saranno chiusi, Covid permettendo». Costeggiati i cantieri per la costruzione di miniappartamenti e i box in legno di recente costruzione, si arriva alla terrazza del ristorante Canessa. «Noi di norma apriamo a marzo – spiega il titolare Massimiliano Vola –. Quest’anno se dovesse fare bel tempo e se i decreti lo permettessero potremmo aprire anche durante i weekend di fine febbraio. Vediamo. Capisco che le persone vorrebbero vedere i ristoranti aperti tutto l’anno, anche a Baratti. E capisco che offriamo un servizio. Ma è complicato tenere aperto sempre, con pochi clienti». —
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