Il Tirreno

la proposta 

Una convenzione con hotel piombinesi per chi resta a terra

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PORTOFERRAIO. Si fa strada una proposta per offrire dignità ai passeggeri diretti all’Elba e impossibilitati a raggiungere l’isola a causa delle condizioni meteomarine avverse che obbligano i traghetti a rimanere fermi agli ormeggi di Piombino Marittima. Se ne è fatto portavoce Adolfo Giannecchini, cittadino elbano, che ha scritto ai presidenti di Regione Giani e della Provincia di Livorno Bessi, ai sindaci dell’Elba e agli organi di stampa perché ci si attivi firmando una convenzione al 50 per cento della spesa con due, tre, quattro hotel di Piombino per fornire vitto e alloggio a tutte quelle persone elbane e no costrette a restare ferme sui moli di piazzale Premuda nell’attesa del prossimo traghetto diretto all’Elba, appeno lo avrebbero permesse le condizioni del tempo. «La tassa sullo sbarco – si legge nella lettere spedite alle autorità – dovrebbe dare il suo apporto e con poche migliaia di euro i vostri, i nostri concittadini si sentirebbero curati e difesi. Si potrebbe organizzare un tavolo di lavoro con il management di Toremar e Moby per dare ogni possibile assistenza tutto l’anno. Una riflessione per un atto significativo di senso di responsabilità». «Credo – aggiunge Giannecchini – che i cittadini elbani siano ambasciatori del benessere in tutto il mondo. Sono persone che vanno tutelate e quando rientrano portano esperienze di vita per il miglioramento della vostra comunità» Parlando poi della sua esperienza dei primi di novembre dello scorso anno e poi ripetuta il venerdì 22 gennaio 2021, Giannecchini così continua: «La stazione marittima di Piombino è in condizioni pessime, sufficiente per un caffè e un panino e quando i traghetti non partono, arriva la non curanza, il niente. E così anche il caffè, il panino o una bottiglietta d’acqua diventano un miraggio. Le persone lasciate sole, ragazzi, ragazze, anziani e famiglie con l’arte di arrangiarsi con un aggravio di costi non voluti. Come passare la notte sulle poltroncine – conclude – senza una minima tutela, abbandonati, oppure se il comandante è disponibile, sul traghetto». —

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