Meteo
Da Zini l’elenco delle tante carenze dell’ospedale
portoferraio. «Siamo ancora in piena emergenza pandemica e quindi ogni considerazione sullo stato dei servizi sanitari sul territorio elbano e nell’ambito del nostro ospedale deve necessariamente tenere conto della particolare situazione». È la premessa che fa Angelo Zini, sindaco di Portoferraio e presidente della Conferenza dei sindaci sulla sanità nel rispondere ad alcune questioni poste sulla sanità elbana dal consigliere comunale Fdi, Luigi Lanera. La prima precisazione di Zini è proprio sul fronte Covid dove in linea generale «la risposta è stata positiva – dice – tempestiva e puntuale nel tracciamento nella fase uno quando l’Elba era stata solo sfiorata dal contagio, sia nella fase due, quando siamo arrivati ai vertici dell’intera Asl Toscana Nord Ovest per il rapporto positivi/ popolazione». Rimangono comunque alcune criticità che comportano la necessità di intervenire per assicurare i livelli di assistenza al cittadino. La carenza più grave rimane quella sul personale medico e infermieristico.
«Occorre perseguire la cosiddetta “stanzialità” del personale, in particolare quello medico – suggerisce -, nel nostro ospedale esiste una soglia critica che non può essere sopperita solo con turnazioni da altre strutture aziendali» che rischiano di saltare ed interrompersi soprattutto in presenza di avverse condizioni meteo che isolano l’Elba dal continente.
Una carenza che investe in modo più critico alcuni reparti come ortopedia, anestesia, il Pronto soccorso, la radiologia e a cui tra poco potrebbe essere aggiunta anche oncologia.
In anestesia sono rimasti tre medici al posto di sette. In ortopedia ci sono due dirigenti medici. Sul fronte i fermieristico gli infermieri che fanno il turno di notte sono due, più oss, in chirurgia–ortopedia; due a medicina alta intensità e uno nel reparto a bassa intensità più oss. «Da febbraio dovrebbe arrivare da Pisa un ematologo in libera professione, il sabato mattina – annuncia il presidente della Conferenza dei sindaci –, per quanto riguarda la medicina sportiva dopo la sospensione nel periodo di emergenza». Ci sono però da approfondire altre due questioni sul funzionamento dell’azienda sul modello “in rete”. In pratica dal Cup di ogni zona si può prendere appuntamento per ogni punto visita dell’azienda dove il cittadino sceglie di essere curato o trova posto: «L’obiettivo primario - precisa - è il rafforzamento della radiologia interna, che deve essere in grado di soddisfare le richieste interne dell’ospedale e quelle esterne. Dopo, ad integrazione vengono le convenzioni con le strutture esterne che sono tre, due sull’isola e una sul continente». Per quanto poi riguarda la camera iperbarica e il 118 Zini precisa che «date le sue potenzialità la camera iperbarica risulta sottoutilizzata». Ma è prevista la definizione di un progetto per utilizzarla sia in situazioni emergenziali che in maniera routinaria nella medicina iperbarica, con personale medico e infermieristico esperto e l’inclusione di due tecnici con assunzione diretta. Un progetto che la Asl sarà chiamata a finanziare. Tornando invece al 118, questo è un sistema integrato a livello regionale con sub-ambiti provinciali. «Funziona – termina il sindaco – in misura delle turnazioni e dei servizi complessivi. Tra poco peraltro diventerà un numero nazionale. In pratica, a chiamata, non parte l’ambulanza più vicina ma quella che è libera da altri servizi nel turno. Di questo e di molto altro si dovrà discutere nei luoghi istituzionali e anche nel confronto con i cittadini. Il rapporto e le richieste di intervento sono costanti, direi quasi quotidiane con i responsabili della zona Elba ma anche con la direzione generale, e la Regione Toscana». —
A.D.
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