Il Tirreno

boe alla sterpaia/wwf 

Basta polistirolo La Regione tuteli il mare

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Boe e polistirolo (nella foto) sulla spiaggia della Sterpaia e non è la prima volta.

«Vogliamo associarci alla denuncia di Legambiente Val di Cornia – sottolineano i volontari del Wwf Livorno –, circa il recente spiaggiamento in Costa Est di boe di galleggiamento, incrostate di mitili e gravemente danneggiate. Sfaldandosi, hanno riempito la spiaggia di frammenti, anche molto piccoli, di polistirolo. Sicuramente si tratta di galleggianti delle gabbie di acquacoltura nel golfo di Follonica, staccatisi per le mareggiate della scorsa settimana, come è successo altre volte».

«La schiuma di polistirene (polistirolo espanso) – aggiungono dal Wwf Livorno – è uno dei componenti più comuni del marine litter (termine internazionale usato per l’insieme dei rifiuti umani che affliggono il mare) che possiamo trovare passeggiando su qualsiasi spiaggia. La frammentazione e diffusione per galleggiamento di questo materiale, sia in mare che sulle coste, è una devastante forma di inquinamento, soprattutto perché moltissimi animali (pesci, uccelli, rettili marini, cetacei, celenterati) scambiano i frammenti più piccoli per cibo o li assimilano accidentalmente, con esiti quasi sempre fatali».

«Purtroppo il polistirolo espanso – spiegano al Wwf Livorno – è usato abitualmente e capillarmente in ogni attività che abbia a che fare con il mare, nei porti commerciali e turistici, nell’acquacoltura, nella pesca e nelle attività ricreative marittime e ciò favorisce l’abbandono in mare, volontario o accidentale, di oggetti che inevitabilmente avranno un impatto sulla vita marina e costiera. Questo è un problema che affligge tutto il mondo e nessun paese ha ancora adottato pratiche virtuose atte a porvi rimedio, come imporre l’uso di materiali durevoli e resistenti agli agenti atmosferici per boe, pontoni, ormeggi ed imballaggi, compresi rivestimenti protettivi».

«Riteniamo che la Regione Toscana potrebbe porsi all’avanguardia nelle politiche per la tutela del mare, esigendo l’adozione di materiali più resistenti e con il minimo impatto possibile, sia per le attività produttive e commerciali, sia per il diportismo e le attività sportive e ricreative. Per questo stiamo già cercando un confronto sul tema con l’amministrazione regionale» conclude il Wwf Livorno. –

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