Italia
Il Manifesto della Cultura: «Musei chiusi, uno sfregio»
L’associazione contesta le motivazione di Tognoli che ha giustificato la decisione con un calcolo economico «Sono affermazioni gravi»
piombino. L’associazione Il Manifesto della cultura critica la decisione della società Parchi di lasciare chiusi i musei di Piombino e della Val di Cornia malgrado la possibilità di una riapertura nei giorni feriali.
«Sebbene l’ultimo decreto consenta la riapertura dei musei, a Piombino resterà tutto chiuso, a parte il Museo Gasparri a Populonia gestito da privati. Una chiusura totale, piegata a ragioni esclusivamente economiche, in totale dispregio del valore culturale dei musei. Una ulteriore dimostrazione della scarsa considerazione in cui è tenuta la cultura nella nostra città, nonostante che l’assessore Parodi si affanni a invocarla a parole, parlando invano di narrazione e di promozione». Una presa di posizione forte da parte del Manifesto, nato da poco ma al quale hanno aderito oltre cento personaggi della cultura piombinese e non solo.
«La cultura non è solo turismo ed eventi, ma deve essere finalizzata alla crescita della comunità, alla coesione, alla riflessione, alla formazione dei giovani. Ci sembrano particolarmente gravi, in questo senso, le dichiarazioni dell’amministratore delegato della Società Parchi Mauro Tognoli, il quale afferma che i musei e i parchi resteranno chiusi perché “non conviene”, anteponendo appunto il dato economico a quello culturale, il valore aziendale a quello sociale». Secondo il Manifesto, Tognoli dimentica la missione originaria del progetto Parchi Val di Cornia, che è quello di tutelare, gestire e valorizzare il patrimonio culturale del territorio. Qualcuno dovrebbe ricordargli che il sistema dei parchi con i suoi musei, non è stato realizzato solo per diletto dei turisti del Nord Italia – come lui afferma – ma anche per i cittadini e le scuole, come risorsa essenziale per il territorio sul piano educativo, formativo, culturale appunto».
Tenere chiusi musei come quello archeologico di Cittadella, «che è il più importante museo della città e del territorio, è uno sfregio alla cultura e al patrimonio culturale di Piombino e della Val di Cornia». Secondo il Manifesto l’amministrazione comunale, «se davvero tiene ai beni culturali, dovrebbe esigerne l’immediata apertura, sia di Cittadella che degli altri musei, così come insieme agli altri Comuni dovrebbe pretendere dalla Parchi la manutenzione di tutti i parchi che invece è stata interrotta con la scusa del Covid, ma in realtà soltanto per calcoli economici». «Appare paradossale che l’unico museo aperto sia quello privato di Populonia, mentre tutti quelli gestiti dalla società pubblica (dei Comuni) siano serrati, closed. Come dire che la Società prende soldi pubblici per non fare alcun servizio, con tutti a casa e in attesa dei ristori, cioè di altri soldi pubblici. Non è con la mentalità aziendale e staccata dal territorio - concludono - che si governa la cultura». —
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