Italia
«Il canile non sia soltanto un’accozzaglia di gabbie»
PORTOFERRAIO. Il progetto del canile non può ridursi a un insieme di gabbie-prigione. È quanto affermano dall’associazione Elba Consapevole che interviene in seguito alla vicenda del canile comprensoriale mai realizzato all’isola d’Elba.
«Rispetto all’incredibile vicenda del canile, vogliamo esprimere solidarietà e concreto sostegno alle donne e uomini che in questi decenni hanno sacrificato parte del loro tempo libero per surrogare una funzione di pubblica utilità – attaccano dall’associazione – Sulla totale mancanza d’impegno delle amministrazioni pubbliche è già stato detto. I fatti e i tempi lo testimoniano: se ne dovrebbe prendere atto e, semplicemente, cambiare registro». Elba Consapevole ritiene che sia stata l’opera di supporto solidaristico delle associazioni di volontariato a contribuire a preservare la ricchezza della vita sull’isola e la salute dei nostri animali domestici e delle persone. «A titolo di esempio – spiegano – pensiamo alle colonie feline. Se i gatti peregrinanti sono lasciati liberi di muoversi in un ambiente naturale, in breve tempo tutto quel che si muove verrà cacciato».
Elba Consapevole ricorda come in questi anni quando si è trattato di curare un animale ferito, «l’unica possibilità è stata quella di rivolgersi ai volontari delle associazioni animaliste. Non è strano che la terza isola italiana non abbia un servizio di cura degli animali 24h?». Secondo l’associazione, che ricorda l’esperienza pionieristica dei “Ragazzi del Canile”, il canile deve essere una struttura «che si occupi degli animali dignitosamente e con empatia, la cui creazione noi sosterremo in tutte le sedi, se verrà realizzato recuperando la storia e la sensibilità dei “Ragazzi del Canile”, non sarà un’accozzaglia di recinti-prigione per animali sfortunati, ma piuttosto un centro di cultura e di civiltà». —
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