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L'allarme degli Albergatori elbani: «Non resisteremo a un altro lockdown»

Luigi Cignoni
L'allarme degli Albergatori elbani: «Non resisteremo a un altro lockdown»

Il presidente De Ferrari: «Se continuerà questa situazione, ci sarà qualcuno che sarà costretto a non aprire»

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. «Se non arrivano da governo o Regione gli aiuti finanziari richiesti, sarà per la nostra categoria e non solo un problema molto serio». Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione degli Albergatori elbani mira al cuore del problema e, come un buon dottore che non nasconde la gravità del male al paziente, non usa mezzi termini per parlare dell’attuale situazione così fortemente condizionata da Covid 19.

«Siamo riusciti a sopportare una stagione trascorsa in buona parte in lockdown – continua come un fiume in piena De Ferrari – Bene o male siamo riusciti a far fronte alle restrizioni governative previste per il contenimento della pandemia. Un’altra stagione da vivere sotto questi criteri diventa un fardello troppo duro per le nostre aziende. Non vorrei essere l’uccello del malaugurio ma se continuerà lo stato delle cose ci sarà qualcuno che sarà costretto a non aprire».

Il rischio default non è così tanto lontano. Ma gli albergatori sono decisi di vendere cara la pelle e non attendono che lo tsunami li avvolga portandoli a fondo, senza prima aver lottato. È vero, tutti i programmi che il consiglio direttivo di Calata Italia aveva programmato per la fine del 2020 e i primi mesi del 2021 sono stati bloccati. A partire dall’assemblea annuale dei soci che avrebbe dovuto rinverdire il cda.

«Quest’anno – ammette lo stesso presidente – avevamo intenzione di invitare tutte le categorie imprenditoriali votate a lavorare con il turismo e nei servizi del terziario per promuovere un programma condiviso in difesa della risorsa del turismo sulla maggiore isola della Toscana. Siamo stati costretti a soprassedere». Come pure le fiere e la partecipazione ai vari saloni europei delle vacanze sono saltate, annullate. «Abbiamo sempre optato per questi importanti cartelli – spiega sempre De Ferrari – perché riteniamo che sia la cosa migliore per farsi conoscere e presentare le nostre eccellenze. Va bene che internet ci dà l’opportunità di raggiungere mete finora inesplorate, ma noi confidiamo più sul rapporto diretto».

Ma questo è anche il tempo di lavorare per gli albergatori insieme con la Gat attorno al programma del bicentenario della morte di Napoleone che si dovrebbe svolgere il prossimo 5 maggio. «Confidiamo molto nel contributo che la Regione intenderà stanziare per la realizzazione del progetto – continua il presidente degli albergatori elbano – Va bene celebrare la morte a Ravenna di Dante Alighieri, ma non dimentichiamoci che quest’anno cade il duecentenario della morte di Bonaparte a Sant’Elena, suo secondo esilio. E l’Elba, suo Principato e sede del primo esilio, lo ricorderà come si conviene al personaggio. Proprio in questi giorni è previsto un nostro incontro (insieme con i referenti sempre della Gat) a Firenze per definire un programma di massima. Sempre sperando che la situazione pandemica non ci obblighi a ulteriori interventi di sospensioni e rinvii. E la data del 5 maggio 2021 – conclude Massimo De Ferrari – potrebbe costituire la ripartenza della stagione turistica sulla nostra isola». —

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