Il Tirreno

la morte di Riccardo Cioni 

La scomparsa del Maestro, un pezzo troppo triste sul piatto dei dj piombinesi

A.d.G. ; ALTRI SERVIZI
La scomparsa del Maestro, un pezzo troppo triste sul piatto dei dj piombinesi

Tutti ricordano l’amico e l’artista con cui hanno iniziato a mettere musica o dal quale hanno appreso la tecnica che ha rivoluzionato il mixage 

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piombino. Continuano a chiamarlo Maestro. Perché per loro, i dj piombinesi, Riccardo Cioni era davvero il simbolo di quella grande passione che consiste nel mettersi alla consolle, appoggiare un orecchio alle cuffie e accendere la festa. Ovunque e con chiunque. Da lui tanti di loro hanno imparato a mixare, parlare, sorprendere, divertire. E la sua morte è stato un pezzo troppo triste da far girare sul piatto, come un blues. Che stona nel mondo della disco.

Luca Carrara, per citarne uno, era legatissimo a Cioni. Sei anni fa, per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno, Luca prese in affitto il parcheggio del centro commerciale di Venturina e lo riempì di amici. Alla consolle, come ospite d’onore, c’era Riccardo Cioni. «Finisce un’epoca – dice Luca – Da quando avevo 15 anni seguivo Riccardo in discoteca, perché volevo imparare. Ho assistito lo scorso anno a una sua serata, era stanco e aveva dato il massimo come sempre. L’episodio che mi lega a lui? Nel 1995 mi rubarono tutta la collezione di dischi anni 80. Ero disperato. La prima telefonata che feci fu proprio a Riccardo. In poco tempo mi offrì la sua collezione completa di canzoni anni 80, che ancora uso durante le mie serate. Se ne è andata una persona buona».

Sui social, Nicola De Domenico parla di gratitudine: «Nel periodo più ibrido dell’adolescenza, dove è facile perdersi, con la tua presenza e la tua passione sei riuscito a farmi divenire una persona perbene. Sei al mio fianco, maestro». E ancora: «Ho vissuto una vita con lui sia fisicamente che a distanza con le innumerevoli registrazioni radiofoniche e le mitiche cassette al mercatino americano a Livorno. La passione di essere come lui ci ha distratto dai pericoli dietro l’angolo. Per sempre lui sarà quello che ha inventato tutto e quando sentiremo “In Zaire” canteremo subito dopo l’intro di Electric flying della Rah band».

Bella anche la dedica di Maurizio Cantagalli: «E alle porte del paradiso udirono: “Senti come entraaa...!” Fai ballare gli angeli».

«Cioni – ci dice Daniele Stella – ha rivoluzionato la tecnica del mixage in Toscana ed è stato fonte di ispirazione per tanti dj. Mi ricorderò per sempre una serata degli anni 80 alla discoteca Gigliola di Follonica dove ero il dj resident. Ospiti i dj Marzio Dance dello Xenon di Firenze, Johnny Parker conduttore di Videomusic, Steve Martin e Riccardo Cioni. Tutti fecero la serata dalla consolle e dall’impianto della discoteca, escluso Riccardo che aveva montato il suo impianto col microfono Sennheiser dove usciva la sua caldissima voce. Fece la differenza. Negli anni successivi, dietro la consolle dimostrava sempre la forza e la tenacia di un ragazzetto. Per tutti i dj era ed è “il Maestro”».

Florio Imparata gli scrive come se fosse ancora qui: «La notizia della tua morte mi ha lasciato senza parole, è stata inattesa, rapida e lascia un grande vuoto fra tutti coloro che ti hanno apprezzato come uomo e artista. Sei stato un amico e collega dai primi mesi degli anni 80 a oggi, abbiamo condiviso molte volte la stessa consolle, lo stesso palco, la stessa sana voglia di far ballare e divertire i ragazzi di ieri e di oggi. Ricordo le serate in cui hai lavorato per me alla Casa Rossa, il palco della discoteca Principe ad Arezzo, ognuno a presentare il proprio disco per la Rai e un’infinità di eventi collegati alla musica che ci hanno fatto crescere e conoscere. Sei andato via troppo presto e sono convinto che ci farai ballare ancora con il tuo ricordo. Vola in alto, Dj». —

A.d.G.

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