Ecco NuovoCult, rinasce il magazine gratuito e libero da schemi e retaggi
Il mensile avrà 48 pagine tra riflessioni, analisi, interviste, approfondimenti letterari, musicali e cinematografici
Francesca Lenzi
PIOMBINO. Dalla prefazione del Ritratto di Dorian Gray: «Eletti sono coloro ai cui occhi le cose belle significano bellezza. Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene, o male. Questo è tutto». Si affida alle parole di Oscar Wilde il NuovoCult, rivista cartacea e online che (ri)nasce ufficialmente a gennaio dalle ceneri del primo Cult. Era il dicembre del 2011 quando venne alla luce un magazine gratuito e libero. Libero in ogni senso: nei contenuti, accessibile a chiunque, aperto a ogni genere di cultura. Continuò a esistere fino al settembre dell’anno successivo.
«L’avventura finì forse perché eravamo troppo giovani – spiega Simone Frau – Ed essendo da sempre un prodotto gratuito, necessita di una ricerca di sponsor per sostenersi. Ecco, al tempo prendemmo la cosa un po’ sottogamba».
Frau è l’ideatore di NuovoCult, così come lo fu del primo Cult (in quel caso insieme a Paolo Pratesi). Lo staff raccoglie in gran parte la vecchia redazione: Il Gatto Nero è l’associazione culturale sulla quale la rivista poggia, Pino Bertelli (direttore responsabile), Federico Del Viva (curatore letterario), Luca Giberti (curatore musicale), Simone Manciulli (curatore cinematografico), Gabriele Lazzari (game master), Stefano Hughes (art direction), Orion Creative Studio (studio grafico). Simone Frau, oltre che ideatore, è anche direttore editoriale. «Vabbè, diciamo solo ideatore, il ruolo è ufficialmente vacante – replica lui con un sorriso – La struttura del NuovoCult è simile all’originale. La nostra idea è di contestualizzare maggiormente i contenuti, renderli contemporanei, attuali. E di fronte pure a riferimenti del passato, calare l’opera di riferimento al presente. La rivista si divide in tre parti: nella prima sono presenti articoli nei quali facciamo un po’ di critica, cercando di aprire un dibattito. Nella seconda ci sono le interviste, nella terza abbiamo approfondimenti letterari, musicali e cinematografici».
«Il NuovoCult, a 9 anni dalla scomparsa di Cult, risorge dal bisogno, del nostro collettivo, di conoscenza e dalla nostra idea comune di promuovere attraverso la cultura il mosaico artistico e societario attuale – scrive Frau nella pagina iniziale della rivista – Con i suoi articoli, il NuovoCult vuole rivolgere al pubblico un prodotto appassionato, fresco e vivace, di facile lettura e bello nella sua più intima accezione culturale. Con i suoi contenuti realistici e mirati, fantastici e onirici, morali e immorali punta a una visione imparziale del tutto, tutelando la bellezza dell’essere e della sua idea. Una rivista alla portata di tutti, inquadrata nella contemporaneità e nella singolarità della ragione stessa. Il NuovoCult mira a risvegliare tutte quelle coscienze assopite nel tepore di una razionalità quotidiana, cercando di aprire un dibattito sulla critica esistenziale e sulle sue meravigliose forme».
Il NuovoCult è un mensile, offre 48 pagine divise tra riflessioni contemporanee, analisi societarie, approfondimenti letterari, cinematografici e musicali, fumetti, interviste e satira d’attualità. Il primo numero uscirà in cartaceo (tiratura di mille copie) a gennaio. Dove? «Il momento è un po’ difficile, ma stiamo pensando a vari punti di distribuzione, come librerie ed edicole, vediamo», afferma Frau. È totalmente gratuito e già disponibile online sulla pagina Facebook “Il Nuovo Cult”.
«Tutto il materiale presente all’interno della rivista sarà copiabile, riproducibile e divulgabile da chiunque, da qualsiasi essere e in qualsiasi momento – spiega lo staff – Ci sentiamo però di chiedervi di non alterarne la moralità. Buona lettura».
«Sì, perché il NuovoCult deve essere libero, arrivare a chiunque, per non essere intrappolati in un circuito – dice Frau – Libero nelle opinioni, dagli schemi e da ogni forma negativa di retaggio. Libero nel suo profondo. È aperto inoltre a tutti coloro che vorranno partecipare. L’idea è di fare promozione culturale sul territorio, senza presunzione, ma con il tentativo di divulgare». —
Francesca Lenzi
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