Il Tirreno

ORTI BOTTAGONE 

Ameriga e Sky già all’opera Due i nidi in costruzione

Cecilia Cecchi
Ameriga e Sky già all’opera Due i nidi in costruzione

Padule affollato di svernanti, tanti fenicotteri e un inatteso svasso collorosso Censimento del Wwf col Centro ornitologico toscano in calendario il 15 gennaio 

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Cecilia Cecchi

ORTI BOTTAGONE. Nel 2020 neppure la covata del falco pescatore all’oasi Wwf Orti Bottagone è finita bene: forse disturbata, la coppia ha abbandonato uova e nido.

Stavolta già da un po’ Ameriga e Sky hanno visto bene di non realizzare un nido, ma due. Non molla, raddoppia questa coppia di falco pescatore diventata famosissima quando all’oasi piombinese a fine giugno 2019 sono nati tre piccoli dopo più di 40 anni d’assenza; Billy morto folgorato su un traliccio in Sardegna. Niente da fare neppure per Blue, mentre per Bizet – perso il segnale Gps in Algeria – gli ornitologi del progetto nazionale falco pescatore sperano ancòra stia esplorando il deserto.

Continui colpi di scena che alla riserva naturale regionale non mancano. Visto anche che il Padule è ovviamente affollato di svernanti.

Per metà gennaio in programma il censimento annuale. «Ameriga e Sky – conferma la responsabile oasi Silvia Ghignoli – stanno portando bastoncini ed altri materiali di recupero per la costruzione di due nidi sia sul tradizionale traliccio scelto fin dall’inizio, più alto e rischioso, che con questo vento avrà davvero poca vita visto che i rami hanno già cominciato a cadere. Ma la coppia si sta dedicando pure al traliccio vicino dove, ad inizio ottobre, è stata fatta un’operazione di sbassamento, portato così a 7/8 metri. Anzi proprio per favorirne la nidificazione – prosegue Ghignoli – stiamo studiando come fare per rendere inutilizzabile la prima piattaforma di 16 metri. E magari in collaborazioen con E-Distribuzione, società del Gruppo Enel, programmare un’altra operazione di sbassamento. Si tratta di interventi importanti per il progetto falco pescatore – sottolinea –, tanto che a breve verrà installata una postazione video con l’obiettivo di monitorare 24 ore le attività. Tutto per avere la nidificazione sotto controllo, evitando possibili disturbi». Padule Orti Bottagone, gran movimento. «Per numeri e presenze bisogna attendere il 15 gennaio – dice Ghignoli –. Ci sarà il censimento degli svernanti in collaborazione col Centro ornitologico toscano che si occupa da venti anni di ricerca scientifica degli uccelli nella Regione coordinando ornitologi volontari e professionisti. Sapremo quanti animali sono presenti, se ci sono specie diverse: sarà possibile valutare l’andamento dell’avifauna alla riserva. Evidente – spiega – che i falchi di palude sono più presenti, numerose le anatre, alzavole, fischioni, germani reali, codoni. Qualche settimana fa, con l’acqua alta ovunque è stato avvistato dall’ornitologo Stefano Benucci lo svasso collorosso, una presenza insolita che in genere vive nei laghi o comunque dove ci sono acque dolci più profonde».

«Appena l’oasi rientrerà in regole meno restrittive della zona gialla – conclude Silvia Ghignoli – sarà visitabile di nuovo il sabato e la domenica alle 10 e alle 14,30. Per i fotografi anche la mattina alle 8. Sempre e solo su prenotazione (389 9578763 ortibottagone@wwf. it)».

Spettacolo della natura garantito. —

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