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La pandemia non ha fermato il progetto “L’isola che c’è”
Tante energie e interventi messi in campo dall’associazione nata con lo scopo di combattere e contrastare la povertà educativa minorile nei comuni dell’Elba
PORTOFERRAIO. Anche “L’isola che c’è”, progetto triennale sostenuto da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, si è trovato alle prese con l’anno terribile della pandemia. Dodici mesi di appuntamenti dedicati alla condivisione di esperienze e riflessioni, studio e gioco nel segno dell’educazione e dell’inclusività sono stati riformulati e messi in campo.
Lockdown n° 1
La prima fase Covid «ha imposto una riprogettazione dei bisogni educativi dettati dall’urgenza – spiegano gli organizzatori del progetto – Chiuse da un giorno all’altro le attività negli spazi di comunità di Marina di Campo, Capoliveri, Rio nell’Elba, Rio Marina e Porto Azzurro, ogni nostro sforzo è stato rivolto alle relazioni mediate dal digitale. In accordo con le scuole abbiamo contribuito al reperimento degli strumenti per la didattica digitale, dirottando sull’acquisto di questi strumenti una parte del budget messo a disposizione dalla Fondazione. L’emergenza Covid ha trovato molte famiglie elbane sprovviste di connessioni internet e dispositivi elettronici adeguati all’urgenza, ma grazie alla collaborazione tra educatrici, dirigenti scolastici e professori abbiamo potuto far arrivare i dispositivi dove mancavano.
Estate all’aria aperta
Il ritorno alla normalità non è stato semplice. «Lo abbiamo inaugurato – spiegano dall’Isola che c’è – con un grande evento comunitario dedicato alla celebrazione del centenario di Gianni Rodari, sulle più belle spiagge dell’Elba: un flash mob per la promozione della lettura e della fantasia, temi cari al grande autore e pedagogista. Poi è arrivata l’estate, faticosamente contrattualizzata con i Comuni attenti alla sicurezza a volte oltre le linee guida dei dpcm. Il riavvio delle attività turistiche ha reso necessari gli spazi educativi estivi dove abbiamo accolto circa ottanta tra bambini e ragazzi. Spazi in cui abbiamo cercato di ripristinare l’abitudine alla vita in gruppo.
Autunno di trekking
Mentre gli spazi stentavano a ripartire per le diverse interpretazioni dei Dpcm l’ “Isola che c’è” si è rivolta alla più grande fonte di messaggi educativi che l’isola ci offre: la natura. «Complice una stagione di sole e temperature meravigliosamente miti, abbiamo dedicato i fine settimana di settembre e ottobre a lunghe passeggiate, alla scoperta dell’Elba, palestra a cielo aperto di innumerevoli spunti educativi, emotivi, portatori di profondo benessere psicologico e lavoro pedagogico esperienziale».
Lockdown n° 2
«Economia circolare, riciclo, creatività, aiuto compiti e stem sono stati i temi che ci hanno guidato nel periodo invernale – spiegano gli organizzatori – Purtroppo credevamo di esserci lasciati alle spalle il peggio dell’emergenza sanitaria. Ci sbagliavamo. Abbiamo potuto riaprire i nostri spazi di comunità soltanto a Rio Marina, Rio nell’Elba, Porto Azzurro. In tutto abbiamo accolto circa un centinaio di bambini e ragazzi. Abbiamo ripreso le attività pomeridiane in presenza con gli educatori ed animatori sociali ormai parte integrante del nostro staff: aiuto compiti, laboratori di ogni tipo, l’avvio di un laboratorio di ciclofficina improntato ai valori dell’uso razionale delle risorse e dell’economia circolare. Grande soddisfazione poche settimane fa, quando nella scuola secondaria di grado di Porto Azzurro siamo riusciti ad inaugurare “virtualmente” l’aula di robotica». —
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