Il presidio
«Basta con le accuse ai lavoratori delle Poste»
I sindacati denunciano aggressioni verbali e anche fisiche «Organici all’osso, e se ci sono le code non è colpa nostra»
PIOMBINO. I dipendenti di Poste italiane si sentono «oggetto di una campagna denigratoria e diffamatoria per le lunghe file di attesa», e replicano alle accuse con una nota di Segreterie Provinciali Slc-Cgil Slp-Cisl Uilposte: «Ma qualcuno si è reso conto – si legge nel comunicato – che tutti gli altri Enti, come Inps, Agenzia delle entrate, istituti al servizio del cittadino, alcuni servizi del Comune non sono aperti al pubblico o che le banche ricevono solo su appuntamento? Poste dal primo lockdown non ha mai chiuso, i nostri operatori ci sono sempre stati e a loro è sempre stato richiesto di più, poi arrivano le scadenze e tutti devono fare lo Spid, perché poi c’è da attuare il cashback, ci sono le Tari, c’è l’Imu, i pacchi che arrivano e quelli da spedire ».
Il sindacato parla quindi di un lavoro degli operatori postali «estenuante, specialmente se a corredo ci sono le ingiurie e le aggressioni verbali e qualche volta fisiche. Le code di cui tutti siamo coscienti e di cui ci rammarichiamo ci sono e sono legate a delle carenze di organico più volte denunciate da queste segreterie in questo settore e in subordine sono dovute alla necessità di adeguarsi alle regole dettate dalle vigenti disposizioni in materia di assembramenti nei luoghi chiusi, previste dai vari Dpcm del governo».
I sindacati spiegano quiindi di aver «chiesto all’azienda il turnover per sostituire coloro che riescono e riusciranno ad andare in pensione. Gli organici ormai sono ridotti all’osso e su Livorno e provincia a oggi abbiamo ancora uffici razionalizzati, situazione che aggrava e incentiva le lunghe file che disturbano anche chi sta dall’altra parte del vetro».
«Quotidianamente assistiamo a code davanti alle panetterie, così come alle farmacie – proseguono Slc-Cgil Slp-Cisl e UilposteCgil – ma non registriamo la stessa ostilità come se gli operatori postali in tutti i settori fossero lavoratori di serie B. Solo quelle che si registrano nei picchi natalizi alle Poste sono scandalose e inaccettabili? Forse ancora non è ben chiara la situazione che stiamo vivendo tutti? I nostri operatori non sono super eroi ma lavoratori e lavoratrici che ogni giorno senza soste operano per fare un servizio utile alla collettività».
«Tutti loro, gli operatori di sportello, da dietro quella dannata mascherina – proseguono i sindacati – cercano di sorridervi anche se sono stanchi, anche se sono preoccupati, anche se la coda davanti a loro è quotidianamente lunga e non si vede la fine. Più volte abbiamo chiesto alle istituzioni una maggiore attenzione, ieri abbiamo scritto al Prefetto per richiedere una maggiore attenzione sulla sicurezza delle lunghe file esterne, per porre un freno alle intemperanze e dire basta a un atteggiamento divenuto inaccettabile. Attraverso utili di diversi decenni Poste italiane con Cassa depositi e prestiti ha costruito strade, ospedali, scuole, salvato aziende in crisi utilizzando il frutto del lavoro dei dipendenti e di questo ne andiamo fieri, quindi – è la conclusione – auspichiamo un clima di maggior serenità e pazienza quando usufruite dei nostri servizi sia che sia un ufficio sia che sia recapitare la posta. Stiamo operando e lavorando per voi». —
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