Legambiente nazionale in pressing sul ministro per l’area marina protetta
Il presidente Stefano Cianfani chiede pubblicamente la riapertura dell’iter: «Dopo trentotto anni dobbiamo darci un termine»
PORTOFERRAIO. Legambiente chiede l’istituzione dell’area marina protetta dell’Arcipelago Toscano. E lo fa con una lettera che il presidente nazionale del Cigno Verde, Stefano Cianfani, ha inviato al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa in cui chiede la riapertura dell’iter , ricordando che il consiglio dei ministri, in sede di consultazione, il 23 ottobre scorso ha espresso parere positivo sulla strategia europea sulla biodiversità presentata dalla commissione il 22 maggio 2020, che ha tra i suoi obiettivi quello di proteggere il 30% del territorio marino e terrestre dell’Europa entro il 2030.
«Legambiente – fa presente Cianfani – ha già avanzato una lista di proposte di aree marine e terrestri da istituire e di altre di cui chiediamo di accelerare o riprendere l’iter». Ricorda inoltre che per chiedere l’immediata istituzione dell’Area marina protetta dell’arcipelago toscano, lanciata lo scorso anno da Legambiente, dai diving center e dalle guide ambientali subacquee dell’Arcipelago toscano ha superato in pochi giorni le 5.000 sottoscrizioni «e all’isola d’Elba il fronte di esponenti delle categorie economiche e sociali favorevoli all’istituzione dell’Area marina protetta è molto più ampio che negli anni passati».
L’associazione crede che l’istituzione della Amp sia l’occasione per realizzare metodi innovativi di gestione già possibili con la normativa attuale (come dimostrano Capraia ed altre esperienze italiane) e attraverso regolamenti ad hoc si può favorire la tutela della biodiversità e mantenere le attività dei pescatori e dei diving center locali attraverso un regolamento concordato con le comunità locali che permetta la previsione di zone di mare chiuse alla pesca (o ad alcuni tipi di pesca) a rotazione per favorire il ripopolamento. Lo scopo di Legambiente è istituire un’Area marina protetta, che salvaguardi la biodiversità e gestisca le risorse marine, nella quale siano protagonisti i pescatori, gli operatori del turismo subacqueo e del diportismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, nella quale si risolva il problema della forte carenza depurativa all’Isola d’Elba. «Siamo più che convinti – aggiunge – che l’Amp per uno dei mari più studiati del mondo, nel cuore di un Santuario internazionale dei Cetacei - che resta sulla carta - si debba fare coinvolgendo gli elbani, i gigliesi e chi nel mare e con il mare ci vive e ci lavora. Ma siamo anche convinti che, dopo 38 anni di discussioni spesso fuorvianti, di fake news, sia arrivato il momento di darsi un termine, di dire quanto deve ancora durare la discussione su come farla, non se farla». Per questo Cianfani chiede al ministro dell’ambiente Costa di «riaprire l’iter istitutivo dell’Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano prevedendo un termine certo e congruo per la conclusione del percorso conoscitivo e amministrativo per concludere un percorso partecipativo con l’Ente parco, le amministrazioni e le comunità locali, le categorie economiche e sociali, le associazioni ambientaliste, per definirne le regole, la perimetrazione e la zonazione».
A.D.
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