Il Tirreno

l’omicidio di riotorto 

Niente abbreviato per Adriana Gomes

Giulia Sili
Niente abbreviato per Adriana Gomes

Decisiva l’aggravante del veleno con cui la donna avrebbe ucciso la suocera, per poi gettare il corpo in un fossato  

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RIOTORTO. Nessun rito abbreviato per Adriana Pereira Gomes: la donna, che per gli inquirenti avrebbe ucciso la suocera Simonetta Gaggioli nell’agosto dello scorso anno, sarà di fronte alla corte d’Assise il prossimo 6 maggio per il dibattimento che si svolgerà dunque con rito ordinario.

Ieri mattina a Livorno si è tenuta l’udienza di fronte al giudice dell’udienza preliminare.

L’avvocato Francesco Nardini, che da più di un anno segue il caso, aveva provato per la sua assistita la via del giudizio abbreviato condizionato ma alla Gomes è stata contestata un’aggravante da parte del giudice, il quale ha rilevato l’utilizzo di uno strumento venefico utilizzato per compiere l’omicidio.

La contestazione ha quindi portato alla riformulazione del capo d’imputazione che adesso è di omicidio volontario, con l’aggravante appunto dell’elemento venefico, oltre all’occultamento di cadavere e al reato di truffa.

Tutto avviene a un anno e quattro mesi dalla morte di Simonetta Gaggioli, 79 anni, deceduta per avvelenamento e trovata cadavere in un fosso lungo la vecchia Aurelia vicino a Riotorto una settimana dopo la sua scomparsa.

A uccidere Simonetta Gaggioli – lo ha rilevato l’autopsia svolta a Pisa – è stata una dose letale di Duotens, un farmaco che la donna assumeva regolarmente per curare la pressione alta.

Le indagini svolte dagli inquirenti hanno portato a una ricostruzione molto dettagliata che ruota tutta attorno ad Adriana Gomes, la giovane nuora della vittima.

Gomes, sempre secondo gli inquirenti, il 29 luglio 2019 avrebbe somministrato alla suocera un caffè avvelenato. E lo avrebbe fatto con la precisa volontà di ucciderla.

Adriana avrebbe poi cercato di spostare il cadavere dell’anziana donna due giorni dopo la sua morte.

Ma un guasto all’auto avrebbe stravolto i suoi piani, costringendola ad abbandonare il corpo in un fossato.

Tutto questo nascondendo quanto avvenuto al marito Filippo Andreani, figlio della vittima, e ai loro tre figli.

Il corpo della Gaggioli venne ritrovato soltanto una settimana dopo la sua morte, il 3 agosto 2019, da parte di un automobilista che aveva avuto un guasto all’auto.

Gomes si trova oggi nel carcere fiorentino di Sollicciano mentre i tre figli della coppia sono stati spostati in una casa famiglia.

Filippo Andreani si è invece trasferito in un appartamento a Scarlino Scalo e dovrà rispondere dell’uso improprio di carte di credito, proprio perché l’uomo avrebbe fatto uso dei soldi della madre anche dopo la sua morte. —



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