Meteo
Assolti quattro cacciatori elbani «Non vi fu danneggiamento»
Erano accusati di non aver controllato i cani durante una braccata al cinghiale La sezione locale della Fidc esulta: «Troppo spesso pregiudizi contro di noi»
PORTOFERRAIO. Tutti assolti perché il fatto non sussiste. Con il pronunciamento del Tribunale di Livorno si è chiusa la lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto direttamente quattro cacciatori elbani, denunciati da alcuni residenti nella frazione capoliverese di Lacona.
A darne notizia è la sezione comunale della Fidc (Federazione italiana della caccia). Il fatto risale al 2014, quando i quattro cacciatori stavano recuperando i loro cani nell'ambito di una braccata al cinghiale che si svolgeva nella zona di Monte Orello, territorio aperto alla caccia.
«I reati a loro ascritti dall'autorità giudiziaria a seguito delle denunce di tali soggetti andavano dalle minacce al danneggiamento – fanno sapere dalla sezione della Fidc – tutti fatti che il Tribunale ha invece sentenziato che non furono commessi perché non sussistiti».
I fatti alla base della lunga vicenda giudiziaria sono accaduti all’inizio del 2014. Durante una battuta di caccia in prossimità di Monte Orello, la muta di cani scende verso Lacona e gli animali finiscono in un giardino privato.
I cacciatori furono accusati di non aver saputo controllare i cani che sarebbero entrati in contatto con dei gatti, uccidendone uno e ferendone altri. Il fatto fu denunciato.
Intervennero i carabinieri e il Corpo Forestale dello Stato (all’epoca dei fatti il Corpo non era ancora confluito nell’Arma) che ricostruirono la vicenda, ascoltando la varie testimonianze e verificando le accuse. Accuse che, tuttavia, non hanno trovato riscontro in tribunale.
Tanto che, a distanza di anni, la federazione italiana della caccia, può esultare: «I cacciatori, solo perché svolgono questa attività per la quale peraltro pagano ingenti tasse regionali sono spesso oggetto di accuse e pregiudizi a prescindere e spesso messi alla gogna dall'opinione pubblica del tutto ingiustificatamente. I soggetti in questione hanno fatto valere i loro diritti in giudizio ed il Tribunale ha dato loro ragione». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
