Il Tirreno

Unione sindacale di base 

«Jsw, piano industriale fantasma e le solite promesse di sempre»

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PIOMBINO

«Le stesse promesse di un piano industriale fantasma e di un investimento statale di 11 milioni a fondo perduto, con un prendere o lasciare finale». E’ la sintesi che Usb fa dell’incontro col Mise.

«Le Rsu denunciano uno stabilimento non sicuro ma i pochi lavoratori rischiano un infortunio se non la vita per gli impianti oramai fatiscenti. Si devono prendere decisioni drastiche per tutelarli», si legge in una nota in cui si aggiunge: «L'ingresso di Invitalia promesso da JSW e dal sottosegretario Morani non è ancora avvenuto. Per colpa di Jsw che non vuole investire anche soldi propri, come riteniamo probabile, o del Governo che non crede in Piombino»?

Usb parla di un piano scritto nel 2014 quando fu fermato «per volontà politica l'altoforno. Il piano A per colare acciaio e far ripartire le acciaierie non sembra realizzabile e credibile dalle dichiarazioni fatte oggi anche perché si rischia che l'azienda porti libri in tribunale. E il piano B quale sarebbe»?

Usb teme sia il polo rifiuti italiano o addirittura europeo. «Le rotaie verranno spostate a Taranto dove lo Stato è entrato con forza per farne l'unico polo industriale dell'acciaio italiano mentre il territorio piombinese è lasciato al suo destino, cioè alla chiusura. Entro fine anno - aggiunge - per il governo la vertenza si dovrà chiudere ma siamo quasi a metà dicembre. Vediamo se il ministro costringerà JSW ad investire con impegni e date certe o la obbligheà ad andare via. In questo caso lo Stato dovrà farsi carico dello stabilimento e dei lavoratori con le loro famiglie. In assenza di un piano anche gli investimenti per una riconversione Green prenderebbero un’altra strada». —



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