Il Tirreno

«Sperimentazione importante per la nostra isola»

Il dirigente del Foresi Enzo Giorgio Fazio soddisfatto per il via all’iniziativa  

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I protagonisti

Il Foresi, istituto che comprende i licei e il professionale di Concia di Terra, partecipa al progetto pilota di scuola della comunità. Una formazione online per insegnanti organizzata da Indire, l'Istituto nazionale innovazione documentazione ricerca educativa, nei giorni di oggi, domani e del 14 dicembre.

«La piccola scuola elbana come scuola della comunità –- spiega il presidente di Indire Giovanni Biondi – è il progetto che si basa su una visione culturale di piccola scuola come “community school” diffusa sul territorio. La serie di webinar, tenuti dai ricercatori Indire, sono rivolti non solo alle scuole elbane, ma a tutti i docenti e dirigenti scolastici del Movimento delle piccole scuole Indire».

Gli incontri ruotano intorno al modello di ambiente di apprendimento allargato, la valorizzazione delle Arti nel curricolo tramite i patti con gli enti del territorio e di soluzioni nella didattica disciplinare delle scienze e tecnologie tramite “Bifocal modeling”. L’obiettivo è porre le basi a una didattica più tecnologia e innovativa, più adeguata alle necessità di un’isola come quella elbana e nel dare risposte efficaci per l’educazione dei ragazzi.

«È una prima realizzazione del percorso di collaborazione con l'Indire e la Regione Toscana. Non posso che esprimere la mia soddisfazione per questo risultato». A parlare è Enzo Giorgio Fazio, dirigente scolastico dell’Isis Foresi di Portoferraio che ha attivamente partecipato ai diversi momenti sia all'Elba che a Lipari e a Roma. E aggiunge: «Questa iniziativa mira a fare dell'Elba un polo di sperimentazione. Ed è importante che ad esso abbiano collaborato sia le scuole, con tutti i dirigenti, che gli enti locali. Ribadiamo che abbiamo le risorse e le capacità per fare una scuola diversa, più innovativa, per i nostri ragazzi. Anche per superare i limiti che derivano dall'insularità».

La sfida per la scuola del presente e del futuro è di costruire e sviluppare le competenze degli studenti, in modo da intercettare i bisogni del territorio.

«La scuola – spiega Biondi – può interpretare oltre al tradizionale ruolo di agenzia formativa anche quello di “centro di aggregazione per la comunità di riferimento”. Infatti, il modello di "community school" fa emergere la scuola come centro formativo per tutta la comunità, e non solo per gli studenti che la frequentano e per le loro famiglie, e può confluire nell’idea delle scuole pubbliche aperte agli studenti, alle famiglie e alla comunità locale tutto il giorno (mattina e pomeriggio). Il modello, pertanto, evidenzia l’interconnessione fra scuola e comunità spostando l’attenzione dall’apprendimento nell’ambiente scolastico e accademico all’apprendimento nella comunità».

L'accesso ai webinar organizzati dalla Regione Toscana e da Indire avverrà dal sito internet del Movimento delle Piccole Scuole. —

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