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appello dei dipendenti di confesercenti 

«Acquistiamo i regali natalizi solo nei negozi» Confcommercio: «Non favoriamo Amazon»

«Acquistiamo i regali natalizi solo nei negozi» Confcommercio: «Non favoriamo Amazon»

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piombino

«Acquistiamo i regali natalizi solo nei negozi»: è l’appello lanciato a favore del commercio di vicinato da parte dei dipendenti di Confesercenti.

«Per Natale – scrivono – acquisteremo i regali da mettere sotto l’albero nei negozi delle nostre strade e piazze delle città e dei nostri paesi. L’auspicio è che il nostro gesto sia un esempio per tante famiglie in modo da poter sostenere i commercianti che stanno affrontando con difficoltà l’emergenza Covid. Le limitazioni e le restrizioni imposte dai vari Dpcm e la zona rossa e arancione hanno gravato pesantemente sulle loro attività. Dall’inizio della pandemia stiamo al fianco delle aziende e quotidianamente abbiamo affrontato con loro le difficoltà. In ufficio da mesi siamo partecipi della grave situazione che ogni attività sta cercando di superare. Ai problemi legati alla pandemia e alla chiusura dei negozi si è aggiunto quello dell’acquisto online attraverso i grandi player che stanno rappresentando un’ulteriore beffa per chi non ha potuto alzare la saracinesca. L’appello che ci viene dal cuore è quello di sensibilizzare parenti e amici a fare shopping nelle botteghe».

«L’iniziativa - spiega il direttore di Confesercenti Alessandro Ciapini – è nata spontaneamente tra il personale e i nostri collaboratori di tutte le nove sedi territoriali della provincia. Da parte dell’associazione va quindi il ringraziamento per la bella iniziativa e per la sensibilità dimostrata».

Interviene anche Confcommercio la cui richiesta di riapertura di tutte le attività commerciali toscane il 3 o il 4 dicembre è caduta nel vuoto. «Questo significa continuare a regalare clienti ai giganti del commercio elettronico come Amazon», dice il direttore provinciale Federico Pieragnoli – mentre tanti imprenditori attendono ancora i ristori, ma pagano comunque migliaia di euro in utenze, cadendo in un’emergenza economica non meno grave di quella sanitaria. Questo fine settimana avrebbe diluito gli accessi ai centri urbani e dato un po’ di ossigeno agli imprenditori del terziario, ma soprattutto avrebbe rinfocolato la ormai tenue fiducia nel futuro delle loro attività, su cui costruire una ripresa che però ormai sembra sempre più un miraggio». —

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