Il Tirreno

«Il presidente Giani non perda tempo, il commercio deve riaprire sabato»

«Il presidente Giani non perda tempo, il commercio deve riaprire sabato»

Covid e crisi: appello accorato della Confesercenti «Non possiamo permetterci un altro weekend a vuoto»

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PIOMBINO

«Sabato il commercio deve riaprire. Abbiamo chiesto al presidente Giani di fare tutti gli atti per riaprire subito senza aspettare ancora timbri, lettere e burocrazia».

È un appello accorato quello della Confesercenti, legato alla lunga crisi legata al Covid e al posizionamento della Toscana in zona rossa che ha costretto alla chiusura negozi di abbigliamento, gioiellerie, estetiste.

Da giorni si parla del ritorno in zona arancione, che non cambierà nulla in modo diretto per altre categorie (bar e ristoranti, costretti ancora a limitarsi all’asporto o alla consegna a domicilio) ma consentirà una timida riaccensione del motore al settore del commercio, a tre settimane dal Natale.

Il timore dei commercianti è però che se il ritorno all’arancione verrà deciso venerdì, secondo le attese, per questioni burocratiche facciano spostare l’effettiva apertura, facendo saltare un altro weekend ai commercianti

Secondo Francesco Pierucci, vicepresidente della Confesercenti Piombino, «la Toscana può e deve riaprire subito e in sicurezza. Nel momento in cui arriva comunicazione ufficiale o ufficiosa da parte del ministro Speranza non possiamo aspettare ancora timbri, lettere, commissioni e burocrazia. La Toscana faccia tutti gli atti per riaprire le 60mila aziende che rimangono appese in un momento delicatissimo per il commercio. È un atto dovuto per tutte quelle imprese che stanno pagando un prezzo pesantissimo e se ci vuole un’ordinanza chiediamo al presidente Giani di farla per aprire, venerdì o sabato al massimo, tutte le attività».

«Il meccanismo “semaforico” dell’Italia divisa per fascia rossa, arancio, gialla fa acqua da tutte le parti - scrive Confesercenti - Noi lo avevamo denunciato subito, ma adesso lo hanno capito tutti: è soprattutto il meccanismo burocratico e barocco del passaggio da una zona all’altra, con monitoraggio 15 giorni, riunione settimanale del Cts, successivo balletto ordinanza tra ministero della Salute e Regione a lasciare del tutto interdetti. Un meccanismo, stop and go, che mortifica e annichilisce il lavoro, l’impresa, gli investimenti e chiunque progetti di continuare a mandare avanti la propria attività autonoma. Abbiamo visto nel weekend regioni come Lombardia e Piemonte in cui, con il passaggio da zona rossa ad arancione, è già partito lo shopping natalizio, nonostante il numero complessivo di contagiati su base giornaliera sia ancora molto più alto della Toscana, per non parlare degli assembramenti da zona rossa di Napoli. La provincia di Livorno, tra l’altro, ha un indice Rt pari a 1,20% e può affrontare in sicurezza le riaperture e lo shopping natalizio».

«Ormai abbiamo tutti capito - dichiara Alessandro Ciapini, direttore provinciale Confesercenti - che la luce in fondo al tunnel è ancora piuttosto lontana e che il complesso meccanismo della vaccinazione di massa potrà dispiegare i propri effetti solo nel corso di tutto il 2021. Occorre quindi mettere in campo una nuova politica di convivenza con il virus. Fatta di nuovi strumenti normativi, che non possono limitarsi a divieti e limitazioni all’attivitàà di impresa. Ma anche di aiuti veri, concreti, sostanziali, che non tengano conto per esempio del codice Ateco, ma del calo sostanziale del fatturato. E di interventi seri sul taglio affitti commerciali, azzeramento tasse 2021, Web tax e credito, con azzeramento regole di Basilea. Abbiamo poco tempo davanti a noi per salvare il salvabile. Più politica e scelte coraggiose, meno accanimento burocratico». —

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