Il Tirreno

«Massima attenzione della Regione su Jsw»

«Massima attenzione della Regione su Jsw»

Giani assicura sostegno ai sindacati per il tavolo al Mise Fiom e Uilm: lo Stato entri nel cda con funzioni di controllo

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PIOMBINO

Primo confronto in videoconferenza sulla crisi Jsw tra i sindacati e il presidente Eugenio Giani, affiancato dal consigliere speciale per il lavoro e le crisi aziendali Valerio Fabiani e da Gianni Anselmi, indicato dal presidente come sottosegretario alle aree di crisi complessa, oltre a Paolo Tedeschi, degli uffici della presidenza regionale per la parte tecnica.

«Nell’incontro – si legge in una nota della Regione – Giani ha confermato il livello di massima attenzione sulla questione da parte della Regione, ed è stato fatto il punto sulla vertenza e sul lavoro relativo all’accordo di programma Jsw in vista del prossimo appuntamento del 4 dicembre con l’azienda e il ministero dello Sviluppo economico».

I sindacati per parte loro hanno chiesto l’impegno della Regione nei confronti del Governo «per un cambio di passo nella vertenza dell’acciaieria».

Si è trattato dunque di un confronto utile soprattutto a puntualizzare i temi sul tavolo, molti e di difficile soluzione considerando la durata della vertenza.

Riferendosi all’annunciato ingresso dello Stato nella società, il segratario Uilm Lorenzo Fusco ha sostenuto che «non servono piccoli prestiti a fondo perduto, senza vincoli, ma occorre un ingresso importante tramite Invitalia o Cassa Depositi e Prestiti nel capitale sociale Jsw, con conseguente controllo dello Stato nel CdA, in modo da verificare e controllare che i fondi pubblici non vengano sperperati dalla multinazionale, ma effettivamente usati per permettere agli impianti di tornare ad essere produttivi e per gli investimenti in un’acciaieria elettrica moderna ed ecologica».

Fusco ha poi ricordato che «in questo territorio la Regione ha investito oltre 200 milioni sul porto e non possiamo accontentarci di avere su una banchina con fondali di 20 metri, navi che pescano poco più di 8 metri, che non saranno smantellate a Piombino», con riferimento alla Costa Concordia, ormeggiata da mesi nell’area Pim. «Dopo i tanti soldi spesi occorre creare veri posti di lavoro – ha detto il segretario della Uilm – stabili e duraturi, e non può essere sufficiente qualche donazione di materiale inutilizzato. Non si può rinunciare a posti di lavoro certi come quelli dei 153 dipendenti della Piombino Logistics in cambio di “migliaia di posti di lavoro” non ben specificati».

David Romagnani, segretario Fiom, ha chiesto di «fare fronte comune nelle richieste da avanzare al Governo in un momento tanto delicato».

Romagnani ha sollecitato l’amministrazione regionale «a far sì che il Governo sciolga gli indugi e ponga la proprietà nelle condizioni di dover decidere del proprio futuro, che favorisca l’ingresso della leva finanziaria dello Stato, anche in quota minoritaria ma con il relativo controllo» per vincolare l’azienda alla «produzione di acciaio attraverso la realizzazione dei forni elettrici».

Il segretario della Fiom ha chiesto anche «di unire gli sforzi per garantire un adeguato ruolo di Piombino nell’ambito del redigendo piano della siderurgia nazionale con le conseguenti ripartizioni delle risorse economiche derivante dal Recovery Plan». –

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