Si vota on line per l’integrativo «Trattamento uguale per tutti»
Dopo la disdetta unilaterale del contratto da parte dell’azienda sigle confederali e Cobas hanno raggiunto un’intesa al vaglio dei lavoratori
PIOMBINO
Si chiuderà a fine settimana il referendum sull’integrativo aziendale Unicoop Tirreno. Il contratto riguarda circa 3.800 dipendenti, in larga parte toscani, con Livorno e provincia tra i più rappresentati nella mappa della forza-lavoro regionale.
In molte realtà il voto telematico si è già concluso. Per lo scrutinio si aspetterà che le operazioni siano terminate per tutti.
Se approvato, l’integrativo entrerà in vigore il primo dicembre e avrà validità triennale. Lo hanno sottoscritto le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil - nell’ordine Filcams, Fisascat, Uiltucs - e Cobas. Stroncatura netta, invece, dall’Unione sindacale di base che invita a votare No.
I firmatari difendono con forza il testo dell’intesa, raggiunta al termine di una contrattazione definita lunga e complessa, iniziata con un atto senza precedenti in questo ambito: la disdetta dell’integrativo, in vigore da 14 anni, da parte di Unicoop Tirreno, a far data dal primo ottobre. Proroga successiva al primo novembre.
I contenuti sono stati presentati in una tornata di assemblee on line che Andrea Cirica (Filcams provinciale) definisce molto partecipate e lascerebbero prevedere l’ampio consenso sull’impianto di un contratto che si basa sul trattamento omogeneo riservato in termini orari, di diritti e di salario a tutti i dipendenti. A prescindere dall’anzianità di servizio. Inclusi i neoassunti. Un aspetto, questo, valorizzato da Pieralba Fraddanni (segretario provinciale Filcams) che parla di obiettivo storico. «Un unico integrativo per tutti, anche quelli che verranno. Un contratto che parla di futuro, equità e solidarietà». Ad un aspetto “etico” se ne coniugherebbe uno pratico: senza l’accordo tutto sarebbe stato demandato al contratto nazionale che contiene elementi definiti peggiorativi anche per i casi in cui un lavoratore risulti penalizzato da qualche elemento del nuovo regime. «Altro che trattativa al ribasso», taglia corto Fraddanni.
Il riferimento è a Usb, convinta del contrario: «Aumenta l’orario e si abbassano gli stipendi con il cambiamento del parametro, la riduzione dei permessi e la cancellazione per alcuni della pausa retribuita», scrive in una nota in cui si afferma che i firmatari avrebbero opposto poca resistenza e si ritiene fondamentale votare No «per non permettere ad Unicoop di abbattere il perno centrale delle lotte sindacali: la riduzione di orario a parità di salario.
«Molti lavoratori - prosegue la nota - non sanno ancora dei tagli e delle restrizioni fatte sia perché i sindacati hanno fornito ai propri iscritti informazioni poco chiare, sia perché è impossibile chiamare le assemblee in presenza. Tutto mentre il direttore Canova si vanta oggi di un utile di Unicoop, mentre la scusa di un simile integrativo al ribasso erano proprio le perdite». —
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