Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Apre il reparto Covid, esposto della Uil

V.P.
Apre il reparto Covid, esposto della Uil

L’Asl accusata di aver annunciato assunzioni, mentre poi ha trasferito infermieri dal pronto soccorso

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PIOMBINO

E’ confermata per oggi l’apertura a Villamarina del reparto di cure intermedie Covid.

I dieci posti-letto sono i primi dei 24 individuati come capienza massima e sono stati ricavati al piano terra, negli spazi finora riservati all’ospedale di comunità. Reparto che a sua volta è stato trasferito, si dice in via transitoria, nella ex Ostetricia. L’Asl l’ha definita la scelta più funzionale dal punto di vista logistico anche se ha comportato la riduzione da 15 a 10 letti.

L’area Covid ospiterà pazienti con sintomi non gravi e che comunque non hanno bisogno di ventilazione, e saranno gestiti dall’Usca, l’Unità territoriale che si occupa unicamente di malati. Quindi, al momento, non sono previste situazioni da terapia intensiva, ma presenza di degenti da tenere monitorati per osservare e prevenire conseguenze più gravi in cui può incorrere chi contrae l’infezione.

Era stata la direttrice dell’Asl Toscana Nord ovest, Maria Letizia Casani, a riprendere alcune anticipazioni del Tirreno, spiegando con un videomessaggio che Villamarina avrebbe messo a disposizione 24 letti di cure intermedie «destinati a chi ha necessità di sorveglianza sanitaria ma non di cure a più alta intensità», confermando la riduzione dell’attività chirurgica programmata, garantendo «la presa in carico delle urgenze e dei pazienti oncologici». Alla vigilia dell’attivazione del reparto, la Uilfp ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti dell’Asl, accusata di abuso di potere e falsa informativa.

A sostegno della tesi, il sindacato spiega che lunedì scorso la Usl ha comunicato via mail di aver avviato le procedure per assumere nuovo personale da dedicare al nuovo reparto di cure intermedie Covid.

«Contemporaneamente - afferma Paolo Camelli, segretario provinciale - la direzione ha disposto la mobilità di 4 infermieri dal Pronto Soccorso e 2 dalla Chirurgia verso il reparto Covid e 6 della Pediatria, tra l'altro con ridotte capacità lavorative, verso la tenda allestita del pre-triage».

L’azienda avrebbe convocato singolarmente gli operatori chiedendo loro di firmare una richiesta di mobilità volontaria «al fine - prosegue Camelli - di aggirare le regole della delibera 100 e le legittime richieste sindacali. Sono più di 30 giorni che la Regione ha disposto l'utilizzo anche di Piombino per l’emergenza sanitaria. C'è stato tutto il tempo per il normale confronto ma l'Azienda ha scelto di abolire i diritti sindacali e quelli degli operatori. E' successo a Livorno,a Cecina,ed ora a Piombino. Non ci stiamo ed è per questo che ci siamo rivolti alla Procura». —

V.P.



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