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Anche Corsini fa l’ordinanza, ma intanto la Toscana è rossa
Stretta sugli arrivi nelle seconde case: obbligo di autodichiarazione e isolamento Ma nel frattempo anche la nostra regione viene inserita tra quelle a rischio elevato
Nella serata di giovedì anche il sindaco di Rio, Marco Corsini, dopo la conferenza zonale sulla sanità, ha emesso l’ordinanza che determina le misure di contrasto alla diffusione del Covid 19 stabilendo i comportamenti che devono adottare le perone che rientrano all’isola da zone rosse o arancioni. Il sindaco, interpellato dal Tirreno, ha spiegato come l’atto da lui firmato specifichi ulteriormente alcuni aspetti rispetto a quanto condiviso dagli altri sindaci. In realtà le ordinanze firmate dai sindaci rischiano di perdere significato, visto che nella serata di ieri il ministro della salute, Roberto Speranza, ha inserito la stessa Toscana tra le zone rosse.
L’ordinanza di Corsini prevede che chi arriva nel territorio riese dopo aver soggiornato nelle regioni o nelle zone identificate a rischio elevato e quindi sottoposte alle misure previste dal Decreto del presidente del consiglio del 3 novembre, lo debba comunicare con un’autocertificazione, specificando il luogo di provenienza e la data, il motivo che ha portato all’ingresso sull’isola e se ha o meno il medico di medicina generale o il pediatra di famiglia in uno dei comuni elbani. L’autocertificazione dovrà essere trasmessa alla polizia municipale riese o recapitata a mano all’ufficio di riferimento. Chi arriva da zone rosse o arancioni dovrà effettuare un periodo di quarantena fiduciaria di 10 giorni a partire dalla data di uscita dai territori sottoposti alle restrizioni, a meno che non sia in possesso di un referto negativo al tampone molecolare o test sierologico anticovid 19, effettuati al massimo nei tre giorni precedenti l’arrivo sull’isola. Un dispositivo che il sindaco ha ritenuto necessario perché «chiunque faccia ingresso nel territorio comunale per raggiungere la propria residenza, abitazione o domicilio comunichi la circostanza del suo arrivo, renda nota la sua provenienza, il motivo del suo ingresso e le altre notizie che consentano il controllo circa il rispetto delle disposizioni impartite dalle competenti autorità». È escluso da queste procedure chi arriva nei comuni elbani per motivi di lavoro necessità o salute e che per questo ci rimane per il tempo strettamente necessario, oltre ai pendolari che arrivano quotidianamente sull’isola per motivi di lavoro, di salute di studio, per doveri di ufficio o per altre necessità. Il sindaco Corsini ricorda anche che gli spostamenti tra comuni nella regione Toscana con mezzi pubblici io privati «sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute».
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