Il presidio
Costretti a rinviare anche la Sagra del Cinghiale
suvereto
Hanno sperato fino all’ultimo di poter trovare una forma di convivenza con la pandemia, ma poi i responsabili dell’Ente Valorizzazione Suvereto si sono dovuti arrendere. Infatti quest’anno non si terrà la Sagra del Cinghiale numero cinquantatré, in programma nel periodo classico fra la fine di novembre e la festa dell’Immacolata.
«Vista la situazione attuale e i nuovi decreti ministeriali in materia di assembramenti e di manifestazioni pubbliche – dicono all’Ente Valorizzazione – ci vediamo costretti con grande rammarico ad annullare l’evento della 53ª Sagra del Cinghiale. Vogliamo comunque ringraziare tutti i volontari che, nonostante le problematiche legate al coronavirus, ci hanno supportato e dato la loro disponibilità per poter provare a svolgere l’evento».
E aggiungono: «Un ringraziamento va a Paolo Campinoti, un’eccellenza suveretana nel settore del fumetto, sempre disponibile e attento per il proprio paese, che ha illustrato con una sua simpatica vignetta (in alto a sinistra) la situazione, per rimandare l’appuntamento al prossimo anno con tutti i nostri affezionati ospiti. In tanti ci hanno manifestato il loro dispiacere di non poter venire alla sagra come ogni anno, ma siamo certi della loro comprensione. Salutandoli ci raccomandiamo a tutti di fare la propria parte per prevenire e combattere il Covid-19 rispettando le normative ministeriali».
La sagra ha accompagnato e promosso la vita e il progresso turistico ed economico per mezzo secolo.
Anche nel 1973 quando, in piena crisi petrolifera, il governo vietò la circolazione di auto private la domenica, la sesta edizione si svolse regolarmente sabato 22 e domenica 23 dicembre, con ospiti arrivati in treno, pullman, ma anche in bici. I più vicini perfino con scarpinate organizzate, come quella da Piombino che prevedeva tanto di pranzo con il tradizionale menù di cinghiale al Ghibellino. –
m. p.
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