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«Sull’area marina protetta sì alla partecipazione, ma servono tempi certi»

«Sull’area marina protetta sì alla partecipazione, ma servono tempi certi»

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PORTOFERRAIO

«La riapertura dell’iter istitutivo dell’Area marina protetta dell’Arcipelago toscano – prevista da una legge del 1982 e dalla legge 394/91 sulle aree protette e confermata da tutti i successivi aggiornamenti legislativi e accordi internazionali sulla biodiversità e la protezione del mare sottoscritti dall’Italia – sembra ormai ineludibile e urgente». È quanto afferma Legambiente Arcipelago toscano che chiede pubblicamente un’accelerazione della procedura. È’ in un quadro europeo e internazionale favorevole alla protezione del mare, che va letto il rinnovato interesse per l’istituzione dell’Area marina protetta dell’Arcipelago toscano e che è emerso sia nei tre tavoli di lavoro di “Elba 2035” promossi da Acqua dell’Elba, sia nel cambiamento di posizione della Fondazione Elba che nelle dichiarazioni dei pescatori.

«In questo quadro stonano le dichiarazioni di qualche sindaco – spiegano da Legambiente – che evoca impossibili referendum e che dimostra di non conoscere le leggi italiane e una situazione europea e internazionale alla quale il nostro Paese, e l’Elba, sarà chiamato a dare risposte immediate e concrete, a partire dalla fine di uno scandalo di un’area marina protetta prevista da 38 anni e mai istituita, se non a Capraia».

Legambiente ribadisce di volere un’area marina protetta che salvaguardi la biodiversità e «gestisca le risorse marine, nella quale siano protagonisti i pescatori, gli operatori del turismo subacqueo e un diportismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Un’isola che, sfruttando anche le opportunità di ottenere finanziamenti prioritari per le Amp, risolva il suo problema di forte carenza depurativa, si doti di depuratori moderni e a norma di legge, riutilizzi l’acqua depurata e non la scarichi scarsamente o per nulla trattata in mare. Siamo più che convinti che l’Amp si debba fare coinvolgendo gli elbani e chi nel mare e con il mare ci vive e ci lavora, ma siamo anche convinti che, dopo 38 anni di discussioni spesso fuorvianti, di fake news e di furbizie politiche e di vigliaccherie amministrative, sia arrivato il momento di darsi un termine, di dire quanto deve ancora durare la discussione sull’area marina protetta su come farla, non se farla. Facciamo come la Corsica, dove con un percorso partecipato di 8 mesi è stato istituito un Parco Nazionale marino, quello di Capo Corso, a due passi dall’Elba, dove l’Arcipelago Toscano ci sta dentro diverse volte». —

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