«Maggioranza senza idee, e la volontà di dialogare è rimasta sulla carta»
Bocciata la mozione su un progetto di riqualificazione di Palazzo Appiani per accedere ai bandi europei
PIOMBINO
La bocciatura di una mozione che chiedeva all’Amministrazione di elaborare un progetto per la riqualificazione di Palazzo Appiani, col quale accedere a bandi europei e regionali e con l’unico vincolo di mantenere e consolidare la presenza dell’acquario e dell’Istituto di Biologia Marina, non va giù ai 5 Stelle. «Non si tratta di niente di eccessivamente impegnativo o vincolante – scrivono i pentastellati in una nota – ma che semplicemente richiede una visione alternativa di questo bene culturale che attualmente è utilizzato per ospitare uffici comunali e la partecipata Sgs. Tanto per cambiare la maggioranza ha respinto la nostra proposta, in buona sostanza rispondendoci che non vogliono vincoli, ma che in futuro studieranno un nuovo utilizzo per Palazzo Appiani».
E questo è il punto secondo i 5 Stelle: «Possibile che la maggioranza non abbia la e minima idea su cosa fare di un immobile di tale valore storico-culturale? La stessa cosa è accaduta quando abbiamo costretto la maggioranza a esprimersi sul raddoppio del porto di Salivoli o sul secondo lotto della SS398, come pure su proposte di sviluppo come la coltivazione della canapa; discussioni di questo tipo risultano sempre premature. È evidente – proseguono – che non avendo progettazioni pronte non si riesce ad accedere ai bandi e il Comune non riuscirà mai a fare investimenti di questa portata con risorse proprie».
Così alla fine, «Palazzo Appiani, un bene culturale che racconta 400 anni di storia di Piombino come stato indipendente, è destinato – dicono i 5 Stelle – a ospitare gli uffici comunali ancora per molto tempo. Consoliamoci col fatto che quando avremo bisogno dei servizi dell’ufficio Tari potremo godere della bellissima vista su piazza Bovio. Ancora una volta però dobbiamo riscontrare che la tanto sbandierata volontà di dialogo con le opposizioni, la concezione democratica delle istituzioni, insomma il cambio di marcia, era solo sulla carta. Evidentemente, prima di dialogare con le opposizioni su qualsiasi tema, questa maggioranza deve maturare una propria visione che a oggi non c’è e questa è la cosa più sconfortante. Prima o poi – è l’ironica conclusione – presenteremo una mozione con la quale chiederemo “fate cosa vi pare”, ma probabilmente la bocceranno dicendoci che “cosa gli pare” lo faranno quando vogliono loro». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
