Il presidio
Piccole serre e sabbia come valide incubatrici per le uova di tartaruga
Monitoraggio e controlli dei volontari Wwf con tartAmare. Papetti: «No a sbalzi di temperatura per aiutare la schiusa»
BARATTI
Due piccole serre ad aiutare le incubatrici di sabbia; a Baratti ed a Rimigliano. Volontari Wwf in tandem con tartAmare che puliscono, spianano, controllano più volte al giorno i corridoi fino al mare. Sempre a caccia del cratere o delle piccole, inconfondibili tracce dirette verso il mare.
Dentro le uova, gli embrioni di tartaruga marina hanno “dimostrato” chiaramente – durante l’ispezione del team scientifico di tartAmare – che stanno crescendo, rinnovando così la speranza di quanti si dedicano più che mai alla cura di queste due aree.
Sulla spiaggia di Baratti, la deposizione nella notte di San Lorenzo. Nido che dal sito originale sotto Demos è stato spostato in zona più sicura, vicina alla duna. Stessa cura per le uova deposte quasi in contemporanea ma Castiglioncello e che poi da “Cala Santa Lucia” (a 8 metri dal mare) sono state traslocate a Rimigliano, dove lo scorso anno ne sono nate una settantina di mini rettili.
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L’attesa della schiusa proseguirà fino a 90 giorni dalla deposizione, più o meno fino a metà novembre. «Abbiamo attivato queste strutture smontabili sui nidi – conferma Luana Papetti, responsabile scientifico tarAmare (Osservatorio toscano biodiversità) – per prevenire gli eccessi ambientali che si possono verificare soprattutto in termini di temperatura. L’obiettivo è mantenere condizioni climatiche adeguate al raggiungimento della schiusa. I corridoi resistono grazie ai volontari, nonostante le mareggiate. Importante, soprattutto, liberare gli spazi dalla posidonia: può creare problemi ai tartarughini che, una volta risaliti, si stessero dirigendo verso il mare già di per sé infreddoliti, meno vitali o reattivi come in piena estate. Comunque questa è la prima volta che si verifica una situazione così – sottolinea Papetti –. Evento interessante dal punto di vista scientifico visto che siamo in Toscana, area più a nord di nidificazione ormai “regolare” della Caretta caretta e siamo quasi a novembre...». A Rimigliano adesso soprattutto pescatori. A Baratti la pressione delle persone, basta un po’di sole, resta notevole. Ma i volontari si danno continuamente il cambio tra un passaggio col rastrello nel corridoio e una raccolta di rifiuti spiaggiati dalle onde, per garantire ai piccoli rettili – quando e se sarà necessario – il massimo della sicurezza possibile... almeno fino alla battigia.
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