Il presidio
Chiuso il circolino di Canneto Rischia di non aprire più
Monteverdi
Chiuso dall’ultimo decreto del governo, il bar circolo Acli di Canneto, il “circolino” per tutti, rischia di non riaprire più. Già la gestione in tempi normali si regge a fatica sulle gambe di pochi soci volontari, in tempo di Covid galoppante una chiusura prolungata mette in forse la sopravvivenza stessa dell’unico luogo pubblico di aggregazione del borgo-castello, frazione di Monteverdi.
«Ieri sera, tornando dal lavoro - dice l’assessore alla cultura Carlo Quaglierini – è stata una botta di tristezza vedere tutto buio». Spente le luci, serrata la porta d’ingresso, intorno il deserto, quando di solito e in particolare di sera, anche in questa stagione, le sedie spaiate all’esterno del circolino accolgono pensionati e reduci dalla fatica quotidiana, una specie di agorà paesana, dove si dibattono i temi del momento: lo sport, la raccolta delle olive, il poco lavoro che c’è, la politica locale.
Canneto e il circolino sono un binomio inscindibile, all’interno del locale nascono e si progettano le tante iniziative che in tempi normali rendono la frazione viva e apprezzata, a cominciare dalle ultradecennali sagre gastronomiche, oppure le piccole feste e le riunioni che rinsaldano i legami della comunità. Il risvolto di tutto ciò è la popolarità del circolino tra la gente del territorio, alcune centinaia di soci che ogni tre anni rinnovano puntualmente il consenso al presidente Giulio Nannini, sempre inascoltato quando invita a eleggere qualcuno che lo sostituisca.
«Serve una politica che non faccia di ogni erba un fascio, che conosca il valore di ciò che esprimiamo e che cerchi di valorizzarlo per il bene di tutta la collettività - ha scritto Paolo Martinelli, presidente delle Acli di Pisa in un accorato messaggio a tutti i circoli della provincia - C’è delusione e rassegnazione e un velo di rabbia visti gli investimenti fatti per mettere i circoli in regola con i protocolli Covid». Martinelli si appella agli amministratori locali e regionali «che si stanno interessando districandosi nei meandri dei decreti e del diritto amministrativo».
Il circolino di Canneto si autofinanzia con la mescita del bar: chiuderlo è mettere una seria ipoteca sul suo futuro e cancellare il prezioso spazio di socialità che ne giustifica l’esistenza. —
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