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Se il virus non si arresta anche Villamarina diventerà ospedale Covid
cecina
In ospedale la voce è data per certa. E imminente. Anche Cecina probabilmente riaprirà il reparto Covid. Lo prevede l’ordinanza regionale n. 96 firmata dal neo governatore Eugenio Giani il 24 ottobre. Ma in che modo e con quali tempi è ancora tutto da vedere. La variabile è strettamente collegata all’andamento dei contagi nei prossimi giorni.
L’ordinanza di Giani illustra il piano d’emergenza ospedaliera per la ripresa dell’epidemia, in cui si fa riferimento a diversi e crescenti livelli di rischio, ai quali corrispondono altrettanti criteri e stime di posti letto Covid. Le fasi individuate dalla Regione sono cinque. La prima – i dati sono regionali – prevede 700 posti letto Covid con l’interessamento dei soli ospedali di primo livello: per l’Area vasta Nord Ovest, l’Aou Pisana, gli Ospedali riuniti di Livorno, l’ospedale San Luca di Lucca, il Noa di Massa e l’ospedale Versilia.
Nella fase 2 di rischio i posti attivabili oscillano tra 700 e 1300, e vengono coinvolti nell’attivazione di aree dedicate anche gli ospedali di secondo livello, che nella provincia di Livorno comprendono gli ospedali in rete delle Valli Etrusche: Cecina, Piombino e Portoferraio. I reparti possono essere spalmati sulle tre strutture, oppure i posti letto concentrati in un solo o due ospedali. In entrambe le fasce di rischio l’attività ospedaliera ordinaria (non Covid) rimane invariata. Il terzo livello di rischio include nell’attivazione di reparti Covid – oltre 1300 posti letto in Toscana – tutte le strutture ospedaliere pubbliche con rimodulazione delle altre attività. Le ultime due fasi sono riferite a un aumento drammatico dei contagi e prevedono, oltre all’attivazione di reparti Covid in tutti gli ospedali (più di 1500 posti letto e più di 2000) nella fase 4 la sospensione dei ricoveri programmati non urgenti e nella fase 5 una riduzione di tutta l’attività medica programmata non urgente.
Ieri si dovevano riunire i sindaci della Società della salute insieme alla direzione dell’Asl, ma la riunione è stata aggiornata al 2 novembre perché i dirigenti dell’azienda sanitaria sono impegnati nel tavolo di crisi aperto dalla Regione. In base ai numeri e alla progressione dei contagi verranno attivate le misure di contenimento. Tra queste l’apertura negli ospedali provinciali di reparti per i pazienti Covid.
A Cecina durante il lockdown fu dedicato al Covid l’ospedale di comunità, come reparto “separato” dal resto dell’ospedale. Stavolta la decisione potrebbe prendere in esame lo stesso ospedale di comunità ma anche un reparto ex novo, quello dell’ex ortopedia, che proprio nella riunione dei sindaci di lunedì è stato proposto di liberare dal personale amministrativo della Società della salute per far posto a nuovi posti letto. In questo caso dovrà essere attivato il percorso Covid, di separazione dal resto dei reparti ospedalieri. In entrambi i casi il vero problema è la carenza di personale da utilizzare per il reparto Covid. Visto che l’organico è già in sofferenza per tutti i reparti, in particolare quello chirurgico. –
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