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Ex Due Emme, 10 licenziati e senza alcuna prospettiva

Ex Due Emme, 10 licenziati e senza alcuna prospettiva

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piombino

Dieci licenziamenti. È l’epilogo già annunciato dalle segreterie provinciali Uilm e Fiom della chiusura dell’esercizio provvisorio della ex Due Emme da parte del Tribunale di Livorno. Altri due colleghi non figurano nel conto perché hanno dato le dimissioni nei giorni scorsi.

Uilm e Fiom parlano di «un’altra grande sconfitta per questo territorio, che ormai da troppi anni continua a pagare un prezzo altissimo in termini di posti di lavoro persi». E proseguono: «Come già annunciato le scorse settimane l’esercizio provvisorio iniziato ad agosto 2019 è arrivato a conclusione. È stato un percorso importante quello intrapreso dal Tribunale, che ha permesso di non abbassare le serrande di questa realtà produttiva per cui era stato decretato il fallimento, purtroppo però oggi riscontriamo un saldo occupazionale negativo. Dieci persone sono state licenziate con la cessazione, come previsto dalla normativa vigente, dei 12 lavoratori iniziali rimasti in procedura, due hanno dato le dimissioni nei giorni scorsi. In tutto questo, nonostante i vari passaggi e solleciti sindacali per richiamare un impegno da parte della Piombino Tech, oggi non ha ancora trovato alcuna definizione».

La richiesta sindacale è quella di «dare una priorità a queste professionalità, laddove le condizioni di lavoro e del piano industriale lo consentissero. Ci sembra una richiesta più che legittima, in quanto anziché porre vincoli di tempo, chiediamo alla Piombino Tech di dichiarare un impegno al confronto sindacale su questi temi, ma ad oggi non c’è stata la volontà. Neanche attraverso il percorso istituzionale intrapreso abbiamo ottenuto il giusto supporto e come sindacati siamo rimasti soli a difendere i posti di lavoro».

L’auspicio è di una prospettiva per questi lavoratori, «anche a fronte di possibili attività diversificate sul territorio. Loro, e altri che hanno perso il lavoro nelle medesime circostanze, devono avere la giusta attenzione e la possibilità di una riqualificazione professionale attraverso una formazione che risponda alle esigenze del territorio. Anche le istituzioni, dietro nostro appello, dovrebbero spostare la partita su una prospettiva di attacco. Oggi il gioco resta in difesa e abbiamo perso altri 10 posti di lavoro che non devono passare nel silenzio e nell’indifferenza». —



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