Il presidio
Rimpasto in giunta Minoranze concordi «Il sindaco riferisca in consiglio»
Riflettori sull’assessore Ferracci, dalle dimissioni al rientro «Che cosa è cambiato dal voto sulla variante Rimateria?»
/ piombino
La temperatura politica si è tutt’altro che raffreddata in maggioranza. Il rimpasto di giunta in quattro mosse fatto dal sindaco Francesco Ferrari incassa la soddisfazione del commissario provinciale Lega, il deputato Manfredi Potenti: «Esprimiamo il compiacimento per la scelta operata dal sindaco Ferrari nel reinserire nella squadra di governo locale il dottor Paolo Ferracci». Ferracci, dopo il suo passo indietro alla vigilia dell’approvazione della variante Rimateria è riconfermato al Bilancio. Spogliato della delega alla Sanità il medico Gianluigi Palombi, resta al suo posto al termine di una tesissima trattativa che ha visto scendere in campo anche i leader regionali di Forza Italia con la delega all’Urbanistica. A occuparsi di salute, invece, sarà direttamente il primo cittadino. Ridotte le deleghe in capo a Simona Cresci, con il Decentramento che viene affidato a Sabrina Nigro e lo Sport che seguirà personalmente il primo cittadino. Mentre fa il suo ingresso in squadra il consigliere Marco Vita come assessore ai Lavori pubblici, Demanio e Polizia municipale. Sul tavolo resta più di una questione politica e a porle, seppur con accenti diversi, sono le forze d’opposizione che siedono in consiglio comunale.
Pd e Per anna
«Ci pare che le sostituzioni, i rientri, la redistribuzione delle deleghe siano il sintomo di una malattia grave, la difficoltà a condividere un progetto di governo e quindi di visione del futuro della nostra città – affermano i due gruppi consiliari –. Dopo circa un anno e mezzo siamo ancora solo ai rimpasti di giunta delineando una totale assenza di visione per il territorio: solo nomi e poltrone, zero politica e zero scelte. Aver tolto la sanità a Palombi, delega che per competenza gli era più confacente, lasciandogli l’urbanistica, non crediamo possa non avere conseguenze politiche. Per non parlare poi del rientro di Ferracci che, dopo le dimissioni annunciate e dopo che lo stesso aveva di fatto schivato la tegola della variante e le relative responsabilità contabili, appare alquanto strano, forse non c’era nessuno dei papabili all’altezza? All’assessore Cresci, invece, si toglie la delega sul decentramento e sullo sport. Un sindaco infine, con sempre più deleghe accentrate su se stesso e assessori che resteranno in giunta con funzioni depotenziate».
movimento 5 stelle
«Poche idee, ma confuse. Questa amministrazione ha trascorso un anno e mezzo a cercare di far quadrare le tessere del puzzle di una giunta che sembra minata alla base dalla voglia di poltrone delle forze politiche che la dovrebbero sostenere. Voglia di poltrone che in questo momento sembra prevalere sul bene della città. Questo accade quando si cerca di mettere insieme forze politiche che non condividono le stesse linee guida con il solo obiettivo di vincere le elezioni, nell’immediato indubbiamente funziona, ma alla lunga i nodi vengono al pettine». Che proseguono: «Poco ci importa quale nome vada a riempire la casella o quale delega venga spostata, ma ci preme di sapere la reale motivazione politica per cui questo accade e a tal proposito pretendiamo di sapere le motivazioni dell’inaspettato dietro front dell’assessore Ferracci. A quanto ci è dato sapere Ferracci ha rassegnato le dimissioni perché non concorde con l’approvazione della variante Rimateria, tant’è che da allora non ha più presenziato ad una giunta e non ha mai riferito al consiglio le motivazioni della sua contrarietà alla variante. Cosa è cambiato da allora? La variante ha perso di efficacia? È stato trovato un accordo con i soci privati? La città ha diritto di sapere».
Rifondazione comunista
«Mi sembra che ci sia tanta confusione considerato quanto accaduto in un anno e mezzo», sottolinea il capogruppo Fabrizio Callaioli. Sul caso delle dimissioni di Ferracci: «Non è venuto in consiglio a fornirci le spiegazioni che chiedevamo, immagino in virtù che si era dimesso. Ora non si sa più se è vero che si era dimesso. Il comportamento è veramente censurabile». E sul rimpasto: «Come si fa a non dire poche idee e ben confuse. Se ci metti uno a fare l’assessore evidentemente è perché pensi che abbia quel portato di valori che secondo il tuo progetto sono adatti a realizzare il programma amministrativo. Ma se ogni poco cambi che cosa devo pensare del criterio con cui scegli le persone?». —
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