Scuola, la campanella alle 9 non piace agli istituti elbani
I presidi prendono tempo per chiarirsi sulla norma, oggi incontro in viceprefettura La modifica dell’orario non risolverebbe il problema dell’affollamento sui bus
PORTOFERRAIO
«Per le scuole secondarie di secondo grado, intendo licei, istituti tecnici e professionali, verranno favorite modalità ancora più flessibili di organizzazione dell’attività didattica con ingresso degli alunni a partire dalle ore 9 e se possibile anche con turni pomeridiani». Le parole del presidente del consiglio Giuseppe Conte, pronunciate a reti unificate domenica sera per spiegare i contenuti del nuovo Dpcm, hanno mandato in subbuglio le scuole superiori dell’isola. Il motivo? L’ingresso posticipato nelle scuole, calibrato per alleggerire l’affollamento sui mezzi pubblici negli orari di punta delle grandi città, non risolverebbe in alcun modo il problema sull’isola. Anzi, in assenza di una poco probabile intensificazione delle corse degli autobus, finirebbe per sommare problemi a quelli che già sono presenti. A tale proposito le scuole si sono prese un po’ di tempo per chiarire il nuovo scenario che si andrebbe a creare con l’ingresso posticipato di un’ora e per capire se la nuova norma introdotta dal governo sarà, come sembra, vincolante. Oggi i dirigenti scolastici dei due istituti scolastici di secondo grado Enzo Giorgio Fazio e Alessandra Rando avranno un incontro in viceprefettura per fare il punto alla luce delle novità introdotte con il Dpcm. L’intenzione è bloccare in qualche modo questo adeguamento degli orari che, per le superiori elbane, creerebbe non poche complicazioni per l’organizzazione della didattica, per gli studenti e per il corpo docente, in particolare per i tanti pendolari della scuola elbana.
Si fanno entrare gli studenti un’ora più tardi, così si evitano assembramenti nei mezzi pubblici. Semplice, no? Ma la ricetta può funzionare in una metropoli come Milano, non se si analizza il sistema di trasporto scolastico elbano.
I bus che di prima mattina passano dai paesi dei due versanti dell’isola, molto affollati, e portano i ragazzi delle superiori a Portoferraio restano gli stessi, indipendentemente dall’orario di ingresso alle superiori. Con gli attuali orari degli autobus gli stessi ragazzi che fino ad oggi sono entrati alle otto si troverebbero la mattina a dover trascorrere oltre un’ora fuori dalle scuole, in attesa della campanella. Nel caso in cui Ctt Nord dovesse adeguare gli orari, non si risolverebbe comunque il problema dell’affollamento all’interno dei mezzi.
La soluzione diversa si potrebbe avere differenziando gli orari di ingresso delle varie classi, dando tempo agli stessi mezzi pubblici di compiere più viaggi sulla stessa tratta. Ma questo, oltre a rappresentare un problema logistico ed economico per la compagnia dei trasporti, sarebbe molto complicato anche dal punto di vista dell’organizzazione didattica. I turni pomeridiani caldeggiati da Conte, per entrare nello specifico, sembrano difficilmente attuabili nelle scuole che stanno in piedi in buona parte con il contributo del personale pendolare, in arrivo dal continente.
L’ingresso posticipato di un’ora, insomma, non è stato accolto con grande calore tra le aule dell’Itcg Cerboni e dell’Isis Foresi. I pochi traghetti in partenza nel corso dell’inverno rischiano di rendere una giornata di lavoro, di per sé complicata, per il personale che arriva da fuori. Con gli attuali orari dei traghetti i docenti, per entrare alle 9, avrebbero a disposizione la nave delle 6,30 (arriverebbero in anticipo di oltre un’ora) e in caso di uscita alle 14 prenderebbero la nave delle 15. La dilatazione dei tempi riguarderebbe anche i ragazzi che rientrano nei vari paesi elbani con gli autobus di Ctt.
Le scuole superiori stanno lavorando a delle alternative al mero ingresso ritardato di un’ora. A tale proposito si sta pensando a un ricorso alla didattica a distanza a rotazione tra le diverse classi d’istituto (l’idea è caldeggiata dal preside del liceo Fazio). In questo modo non si perderebbe completamente l’aspetto della socialità garantito dalla didattica in presenza e al tempo stesso si alleggerirebbe la pressione sia sui mezzi di trasporto, sia all’interno delle classi. Vedremo cosa succederà nelle prossime ore. —
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