«Dite che il Covid non esiste, ma qua c’è chi urla dal dolore»
Lo sfogo del paziente elbano ricoverato in ospedale a Livorno «Non ho malattie croniche, stavo bene. Ora, ogni giorno, il mio respiro è sempre più corto»
CAMPO NELL’ELBA
«Buongiorno. Oggi fino a che ho le forze voglio rivolgere il mio pensiero a quei “pecoroni” che vanno urlando per strada che il Covid non esiste». È quanto ha scritto in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook uno dei pazienti campesi contagiati la scorsa settimana dal Covid-19. Un messaggio drammatico che il cittadino elbano ha voluto lanciare direttamente dal letto dell’ospedale di Livorno, dove è ricoverato da alcuni giorni, trasferito con l’elicottero Pegaso. Lunedì 12 ottobre era risultato positivo al tampone, assieme alla sua compagna. Nel giro di alcuni giorni le condizioni cliniche dell’uomo hanno richiesto il suo trasferimento nel reparto Covid dell’ospedale di Livorno.
«Io sono stato portato d’urgenza in elicottero da Campo nell'Elba all’ospedale di Livorno in un reparto intensivo Covid 19 – racconta – non ho malattie croniche. Ero un ragazzo pieno di salute che faceva il proprio lavoro senza problemi. Ora, ogni giorno, il respiro si fa sempre più corto e senza ossigeno non riesco a stare. Sono debole e non sto in piedi, ma voglio invitare i “pecoroni anti-Covid” a pensare a quello che vedo io in questi giorni. Qua c’è gente che urla dal dolore e che vorrebbe andare a casa, ma non sa se potrà tornarvi». «C'è un lavoro massacrante – aggiunge il paziente elbano – da parte degli infermieri, dei dottori e degli operatori delle pulizie. Essendo in pochi, sacrificano il loro tempo con turni di 10-12 ore, rinunciando alle loro famiglie per cercare di far tornare noi alle nostre». —
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