«Ci sentiamo presi in giro La solita soluzione all’italiana»
Grilli (Living club): «Abbiamo speso per essere in regola e ci trattano da untori» Ciaponi (Wellness): «Quattro persone alla volta in 135 mq, ma quale rischio?»
PIOMBINO
Una settimana di prova. È quanto ha concesso Conte alle palestre. Una settimana di tempo per mettersi in regola con i protocolli di sicurezza. Altrimenti si chiude. Tutti però, non solo chi disattende le norme.
Come hanno preso le parole del presidente del consiglio i responsabili delle attività piombinesi? «L’abbiamo presa male e ci sentiamo presi in giro – afferma Mirko Grilli del Living club – È come se ci avessero detto: ti do la bici ma se ci impenni te la levo. Ci sarà sempre qualcuno che impennerà. Davvero il problema sono le palestre? No. E non ci sono i dati per dire il contrario. Conte ha dato un contentino: chi vuole le palestre aperte, le ha aperte, chi le vuole chiuse, fra una settimana le avrà chiuse. Si considera il nostro un mondo fatto da gente improvvisata, superficiale, da untori. Ci sono oltre 100mila palestre in Italia, chi le controlla in una settimana? È una presa in giro, ormai ci aspettiamo di chiudere. Per essere in regola abbiamo speso tanti soldi, per cartellonistica, igienizzanti, distanziamento, percorsi entrata e uscita; e abbiamo catechizzato tutti al rispetto regole. Più di così che possiamo fare? Le palestre danno salute, non la tolgono».
«Conte vuole che facciamo i bravi? – interviene Alberto Mazzola, Body Line – I bravi li abbiamo già fatti e li facciamo tutti i giorni. Un pochino in effetti sa di presa in giro, perché dobbiamo convivere con questo virus e noi tutti cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile. Buttare tutta la colpa sui centri sportivi non mi sembra bello. Continuiamo con le prenotazioni, le persone in sala sono molte meno di quello che potrebbero, facciamo ancora limitazioni negli spogliatoi. Possiamo solo continuare a fare quello che abbiamo fatto sinora. Il protocollo è chiaro e lo rispettiamo. Che dire? Vediamo l’andamento dei contagi, ma la sensazione è che si chiuderà. Al di là dei controlli. Chi viene in questo momento in palestra ha voglia e rispetta le regole per continuare a svolgere il proprio hobby».
«Ci sentiamo ovviamente presi in giro – dice Stefano Stacchini della Morphè – E ci ha dato fastidio il modo da maestrino con cui Conte ci ha bacchettato. I protocolli ci sono, le federazioni hanno proposto altri protocolli ancora più stringenti. È giusto essere attenti e rigidi, che si facciano i controlli e si chiudano i centri sportivi non a norma. Chiudere tutti è inaccettabile. C’è grande rabbia nel settore. La situazione è bollente e stiamo organizzando manifestazioni. La prima dovrebbe essere giovedì a Genova».
«Per chiudere mi devi dimostrare che io non ho rispettato le regole – sostiene Lio Bastianini della Motus – Che si facciano i controlli. A Piombino ci vogliono due giorni a farli. E chi rispetta i protocolli sta aperto. Ma è il solito problema all’italiana: la meritocrazia non viene mai considerata. In ogni campo. Speriamo non ci chiudano di nuovo ma, per come l’ha detta Conte domenica sera, la vedo buia».
«Cosa ci incastra questa settimana di prova? – dice Gianluca Ciaponi del Wellness Club – Sembra abbiano già deciso la chiusura, ma forse vogliono dircelo in modo soft, o magari trovare una scusa per farlo. Personalmente ho 135 mq di spazio con quattro persone per volte ad allenarsi. Il rischio contagi non ce lo vedo proprio». —
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