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Ex Due Emme, 12 lavoratori lasciati senza prospettive

Ex Due Emme, 12 lavoratori lasciati senza prospettive

Avviata dal Tribunale di Livorno la chiusura dell’esercizio provvisorio Uilm e Fiom: «Serve un accordo con la nuova società Piombino Tech»

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piombino

La realtà conferma quanto paventato dalle segreterie provinciali Uilm e Fiom. La chiusura dell’esercizio provvisorio della ex Due Emme da parte del Tribunale di Livorno porta in dote 12 licenziamenti. L’obiettivo, tutt’altro che scontato, adesso è un accordo con la nuova proprietà Piombino Tech per garantire un futuro, seppur dilazionato nel tempo, anche a questi lavoratori non assunti come gli altri 11 nel passaggio di acquisizione.

«Oggi c’è stato l’incontro con il curatore fallimentare Due Emme Fabio Serini che conferma, come già anticipato, la disposizione del Tribunale che avvia la procedura di chiusura dell’esercizio provvisorio, con conseguente licenziamento di 12 persone – dicono le segreterie provinciali Uilm e Fiom –. Dal 9 ottobre decorrono i giorni della consultazione sindacale che tutt’oggi è aperta». Che aggiungono: «Ancora oggi siamo in attesa di un verbale di intesa con l’attuale direzione Piombino Tech che si impegni a dare una priorità a queste persone, qualora le condizioni lavorative e del piano industriale lo possano consentire nel tempo».

I sindacati confermano la preoccupazione per il destino di questi lavoratori «nonostante i vari scambi interlocutori e le modifiche richieste nei giorni scorsi, nessuna risposta è ancora intervenuta dalla direzione di Piombino Tech». Dall’1 giugno sono passate alla nuova società Piombino Tech 11 persone, ma altre 12 sono rimaste fuori. Quest’ultimi sono rimasti nella procedura fallimentare della Due Emme. La nuova proprietà fa capo a Piombino Tech dell’imprenditore Silvestro Scotto. Per la storica azienda piombinese Due Emme, dichiarata fallita nell’agosto 2019, dopo mesi di esercizio provvisorio che hanno consentito di non spegnere i motori, è arrivato un punto di svolta. Le segreterie sindacali hanno da sempre accompagnato la complessa vicenda ma la prospettiva che 12 delle 23 persone restino fuori dall’operazione non è accettabile.

«L’azienda ha la possibilità con questo accordo di dimostrare di credere davvero nel futuro – affermano –. Deve essere chiaro che per una conclusione condivisa dell’esercizio provvisorio con le organizzazioni sindacali, come auspichiamo, non accetteremo un saldo occupazionale negativo e senza un percorso che attraverso un accordo, seppur non vincolante, permetta di dare una prospettiva di reintegro a tutti e 12 i lavoratori coinvolti». Mauro Macelloni della Fiom sottolinea che «stiamo facendo il possibile per trovare un accordo che tuteli tutti». E gli fa eco Ilaria Landi della Uilm: «Noi del sindacato siamo rimasti gli unici a difendere i posti di lavoro. Nessuno è intervenuto per darci supporto in questa vicenda a tutela di queste 12 persone». —

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