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Due vini Rigoli conquistano premi internazionali: «Siamo orgogliosi»
Montepitti 2017 e Assiolo 2016 conquistano l’argento al Concorso di Bruxelles; riconoscimento anche da Berlino
Argento mondiale per i vini Rigoli. «Un riconoscimento per la Val di Cornia, terra di grandi vini» commenta con orgoglio la famiglia Pini, che con babbo Nelusco, 69 anni, e i figli Niccolò 35 ed Edoardo 31, conduce l’azienda che ha sede a Cafaggio.
Erano in piena vendemmia quando hanno ricevuto la bella notizia: due dei loro vini - “Montepitti 2017” e “Assiolo 2016” - hanno conseguito le medaglie d’argento al Concours Mondial de Bruxelles (27esima edizione), tenutosi dal 4 al 6 settembre a Brno, Repubblica Ceca. È uno dei più importanti concorsi enologici internazionali che quest’anno, nonostante le difficoltà legate al Covid, ha visto partecipare oltre 8.500 vini provenienti da 46 Paesi. A selezionare i vini migliori “di ineccepibile qualità” una giuria composta da degustatori provenienti da tutte le regioni del mondo, tra cui buyer e negozianti internazionali, ingegneri-enologi, giornalisti, scrittori e critici specializzati, ricercatori e rappresentanti di istituzioni professionali. Visto il prestigio del concorso e il gran numero di partecipanti, la conquista di due medaglie d’argento rappresenta senza dubbio un importante riconoscimento e un ulteriore passo verso l’internazionalizzazione dell’azienda, che sta aumentando negli ultimi anni le vendite di export.
E non è tutto. Il “Montepitti 2017” ha conquistato un’altra medaglia d’argento al Berliner Wine Trophy, il più grande concorso vinicolo al mondo e la più importante degustazione di vino della Germania, sotto il patrocinio dell’Oiv, Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, e dell’Uioe, Unione internazionale degli Enologi, che riunisce ogni anno produttori e distributori famosi in tutto il mondo. 400 i giudici internazionali al lavoro, un numero di campioni presentati in costante crescita con quasi 14mila iscrizioni all’anno e 40 Paesi rappresentati. Insomma, sono risultati che riempiono di orgoglio i titolari dell’azienda Rigoli, che nel tempo si son dati da fare per crescere, valorizzando una terra ricca di risorse e coltivandone con passione i frutti. Già negli anni ‘60 e ‘70 producevano vino per consumo familiare. Con gli anni ’80 l’azienda inizia a qualificare la produzione per giungere ai primi vini in bottiglia con l’assegnazione della denominazione di origine controllata Val di Cornia. Alla fine degli anni ’90 la famiglia Pini acquisisce altri terreni, rinnova i vigneti ampliando le varietà coltivate; oltre al Sangiovese e l’Ansonica presenti in passato, vengono impiantati Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Vermentino. Oggi la Rigoli coltiva otto ettari di vigneto e due di oliveto (produce anche olio) collocati ai piedi una collina. Sta investendo per crescere anche sul mercato estero e ha di recente aperto un canale di vendita in Corea del Sud. E lavora credendo nella cooperazione e nella promozione del territorio, che vuole far conoscere oltre i confini, non solo locali, italiani. «Da alcuni anni – riferisce al Tirreno Niccolò Pini - ci siamo affacciati sul mercato estero e abbiamo partecipato a vari concorsi. Le medaglie conquistate in questi ultimi due concorsi sono un riconoscimento importante per la nostra azienda, ma ancor di più per il nostro territorio. Soprattutto per quanto riguarda il “Montepitti 2017”, che è un doc Val di Cornia e rappresenta questa zona. Siamo contenti che questi premi contribuiscano a far conoscere un territorio che produce grandi vini ma che negli ultimi tempi ha perso un po’ di visibilità rispetto ad altre zone». —
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