Italia
Emergenza cinghiali, discussione aperta in Comunità del Parco
Poste le basi del percorso che porterà all’eradicazione. Zini: «Presto un incontro con la Regione sull’area vocata»
PORTOFERRAIO
Un incontro con la Regione, il prima possibile. Poi colloqui con l’Atc e con gli altri portatori di interessi. Con un solo obiettivo: muovere i primi passi concreti verso una drastica riduzione del numero dei cinghiali e, quindi, verso la loro eradicazione dal territorio dell’isola d’Elba. Sono i paletti che i primi cittadini dell’arcipelago toscano hanno fissato nel corso della riunione della Comunità del Parco che, di fatto, ha aperto ufficialmente la discussione pubblica sulla questione dei cinghiali nel territorio dell’isola d’Elba. Presenti alla riunione, oltre al presidente della Comunità del Parco Angelo Zini e agli altri sindaci e rappresentanti dei Comuni dell’arcipelago, anche il presidente del Parco Giampiero Sammuri, il direttore Maurizio Burlando, la presidentessa della Provincia Marida Bessi e il consigliere provinciale Andrea Solforetti. Prima della riunione della Comunità del Parco i sindaci hanno incontrato i rappresentanti di Coldiretti.
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Zini, in apertura di riunione, ha spiegato come la discussione pubblica sul tema degli ungulati non possa essere più rimandata, dal momento che i danni e i pericoli causati dagli animali, «rappresentano un’emergenza vera». Nel corso della riunione era presente anche il sindaco Walter Montagna che nei giorni scorsi, assieme a Maurizio Papi di Porto Azzurro, aveva espresso delle perplessità sull’eradicazione. Montagna ha confermato i dubbi, apprezzando tuttavia lo spirito costruttivo della riunione e confidando in una discussione aperta «nella quale tutte le posizioni siano tenute in considerazione». A tirare le fila della discussione, dopo i vari interventi è stato il presidente Zini: «Il nostro obiettivo è ridurre il numero dei cinghiali in tutti i modi. Innanzitutto rendendo il territorio dell’isola, sia nelle zone del Parco sia in quelle esterne, dotato di una gestione uniforme degli ungulati. Su tutto il territorio si dovrà lavorare con un unico scopo: i cinghiali dovranno essere ridotti nel numero andando in prospettiva verso l’eradicazione. Su questo c’è tra di noi chi ha già le idee chiare e altre posizioni che sono meno decise. Ora si tratta di aprire il confronto, a cui dovrà partecipare la Regione e il mondo venatorio. Quello che deve passare è che qui il problema non sono i cacciatori e la caccia, ma il problema è il cinghiale: facciamo partire un percorso che sia il più condiviso possibile». —
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