Il Tirreno

positivo l’incontro al mise 

L’indotto ora respira «Un decreto ad hoc per il geotermico»

g.p.

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monteverdi

Alessia Morani, sottosegretaria allo Sviluppo economico, ha mantenuto la promessa fatta a Larderello, alla vigilia delle regionali, alle imprese dell’indotto geotermico: «Vi riunirò al Mise e approfondiremo le vostre richieste». E difatti martedì scorso una delegazione, guidata dal consigliere regionale Antonio Mazzeo, comprendente alcuni sindaci, Carlo Giannoni presidente della rete delle imprese dell’area geotermica tradizionale e Renzo Verdi, presidente dell’Associazione per lo sviluppo economico dell’Amiata si è recata a Roma ed ha avuto un lungo colloquio con la sottosegretaria. È stato – a giudizio dei presenti – un incontro utile per la disponibilità di Morani ad approfondire le posizioni degli imprenditori e a considerare i loro suggerimenti nella messa a punto del Fer2, l’atteso decreto del Governo che restituirà alla geotermia gli incentivi per lo sviluppo tecnologico e la produzione di energia elettrica nelle centrali Enel a vapore geotermico. La revoca di questi incentivi da parte del Conte1 ha messo in grave difficoltà il settore, ha bloccato gli investimenti, ha creato serie preoccupazioni per il lavoro di oltre 3mila posti nella sola Toscana (area Pisana e Amiata). Non solo. Verrà preparato un apposito decreto per l’uso della geotermiada parte della popolazione. SSugli incentivi alle imprese si è trattato di una decisione che ha valorizzato in parte “posizioni di gruppi di pressione ampiamente minoritarie” sottolinea il memorandum che i rappresentanti delle imprese dell’indotto hanno lasciato a Morani a fine incontro.

In questo documento Riag e Asea hanno messo nero su bianco tutta una serie di analisi e proposte per determinare un’utile scrittura del decreto Fer 2. Si parte dalla considerazione che la mancanza di incentivi, l’incertezza dovuta al rinnovo delle concessioni geotermiche, i ritardi delle autorizzazioni per gli impianti pilota “pregiudicano i 1.500 milioni di investimenti previsti per le modifiche alle centrali geotermiche esistenti e di 700 milioni per gli impianti a reiniezione totale, già cantierabili”. Le condizioni per lo sviluppo della geotermia nella fase di transizione previsto da Cop 21 per il totale abbandono delle fonti fossili, sono secondo gli imprenditori dell’indotto: l’incentivazione per il miglioramento tecnologico, la riduzione degli impatti ambientali, l’integrazione tra usi termici ed elettrici da promuovere con adeguate tariffazione, la semplificazione amministrativa in sintonia col decreto Semplificazioni, meccanismi che “favoriscano l’impiego delle aziende locali”. In conclusione il documento presenta proposte specifiche: incentivi sì, ma finalizzati a rendere economicamente vantaggiosi gli investimenti che riducano l’impatto ambientale e migliorino l’efficienza energetica; valorizzazione degli investimenti già programmati; ammissione agli incentivi gli impianti a reiniezione totale, a vapore o a flash con caratteristiche tecniche stringenti. L’indotto ora attende con fiducia, così come Enel Gren Power che gestisce le centrali. —



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